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title: 'Zone - Provincia Granda - Risultati da #603'
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## [ Pamparato: conti in ordine e nuovi investimenti ](https://provinciagranda.it/zone/monregalese/pamparato-conti-in-ordine-e-nuovi-investimenti)

Importanti novità dal consiglio comunale di Pamparato. Tra le variazioni e ratifiche, 500.000 euro destinati alla sistemazione idrogeologica dell’area protetta (450 mila da fondi Fesr 21-27, il resto coperto con fondi propri) per la frazione Valcasotto e l’intervento sul dissesto della strada comunale Tagliante finanziato dalla Regione. Spazio anche alla tutela del patrimonio con il restauro del Museo Etnografico Serra (52.058,66 euro, di cui 40.000 euro regionali) e il consolidamento a valle di Piazza Marconi (45.286,54 euro da fondi Ato). Dalla salvaguardia degli equilibri di bilancio emerge il quadro di conti comunali sani. Ottime notizie, infine, per il tessuto economico locale: l’approvazione del Pef Tari 2026 porta con sé un’apprezzabile riduzione delle tariffe a sostegno delle attività commerciali del paese.

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Scritto da e.far.

Categoria: [Monregalese](https://provinciagranda.it/zone/monregalese)

Pubblicato: 17 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_12/Caselle-Linate.jpg)

## [ Biolè: «Levaldigi non ha i presupposti della sostenibilità» ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/biole-levaldigi-non-ha-i-presupposti-della-sostenibilita)

Il possibile asse fra Caselle e gli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate riaccende il dibattito sul futuro del sistema aeroportuale piemontese e, inevitabilmente, anche su quello di Levaldigi. A intervenire è Fabrizio Biolé, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco di Gaiola, oggi residente a Clavesana, che già durante la sua esperienza a Palazzo Lascaris si era occupato delle vicende dello scalo cuneese. In una lettera indirizzata agli organi di informazione locale e al consigliere regionale Mauro Calderoni, Biolé analizza numeri e prospettive di Levaldigi e mette in discussione la sostenibilità futura dell’aeroporto: la pubblichiamo integralmente.

Egregio Direttore, Egregio Consigliere Calderoni, scrivo come cittadino cuneese, non per spirito di polemica, ma per richiamare alcuni fatti che da anni sono sotto gli occhi di chiunque voglia guardarli senza “filtri” territoriali o di appartenenza. I numeri dell’aeroporto di Cuneo-Levaldigi parlano chiaro e non ammettono interpretazioni ottimistiche. Nel 2025 lo scalo ha chiuso sotto i 100.000 passeggeri (circa 97-100 mila, in calo rispetto ai 105 mila del 2024 e ai 114 mila del 2023). Dopo la ripresa del 2022 (160 mila), il trend è nettamente discendente. I bilanci della Geac raccontano da anni perdite strutturali (oltre 1,3 milioni nel 2022, quasi 1 milione nel 2023), con un patrimonio netto a lungo in territorio negativo e la costante necessità di apporti di capitale. Non esiste, nei dati pubblici, alcun elemento che possa far presagire una sostenibilità economica dello scalo né nel prossimo futuro né in quello remoto. Questo non toglie nulla alla passione autentica e ammirevole, per quanto ormai evidentemente datata, che il rimpianto Cavaliere Amilcare Merlo e il parimenti rimpianto Avvocato Gianni Vercellotti hanno dimostrato, nella propria dedizione e nel loro spendersi per l’aeroporto di Cuneo in tutte le sedi. Ma la passione, da sola, non muove i conti né attrae vettori in misura sufficiente a garantire un equilibrio e a distanza di alcuni anni dalla loro dipartita i dati sono sotto gli occhi di tutti. L’ipotesi di accordo tra Caselle e il sistema milanese (Linate e Malpensa) arriva, se mai arriverà, fin troppo tardi per dare una vera svolta a Torino. È noto da anni che Caselle risulta sovradimensionato rispetto ai volumi di traffico che riesce a generare, nonostante i recenti record (oltre 5 milioni nel 2025). La strategia del grande hub di Malpensa 2000 – inaugurato peraltro sotto un governo di centrosinistra e preparato da precedenti esecutivi dello stesso colore – ha avuto l’effetto di medio-lungo periodo di lasciare Caselle in una condizione di incertezza strutturale, a poco più di 100 chilometri di distanza. Stracciarsi le vesti di fronte a un possibile accordo Caselle-Linate significa fare finta di non aver capito che, anche in questo settore, l’unione fa la forza. Negare l’evidenza dei numeri di Levaldigi, o pretendere che una strategia regionale possa “salvare” uno scalo che da anni non mostra i presupposti della sostenibilità, rischia di apparire poco intellettualmente onesto, specialmente quando viene fatto in nome di un’appartenenza elettorale o territoriale. Non sono affatto felice del declino che prevedo per Levaldigi nei prossimi anni e che già qualche anno fa, nella mia parentesi a Palazzo Lascaris, avevo più volte esplicitamente immaginato. Ma preferisco guardare in faccia la realtà piuttosto che coltivare illusioni. A Mauro Calderoni, di cui riconosco da tempo le capacità di analisi e di lettura dei fatti e della realtà, chiedo soltanto di applicare quella stessa lucidità anche a questa tematica, senza lasciarsi trascinare dalla difesa “di bandiera”.

Cordiali saluti.

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 17 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_12/Remo-Naviante-Turbo.jpg)

## [ In 400 a Naviante per il viaggio di Remo Schellino negli anni '80 ](https://provinciagranda.it/zone/langa/in-400-a-naviante-per-il-viaggio-di-remo-schellino-negli-anni-80)

Grande successo a Naviante di Farigliano per la prima assoluta di "Tutto era turbo… o quasi", il nuovo film documentario di Remo Schellino. Sabato lo spazio all’aperto scelto per la proiezione ha accolto quasi 400 spettatori, confermando il forte legame tra il regista e il suo pubblico attraverso il suo ormai storico “Cinema itinerante”. Il film è il secondo capitolo della trilogia dedicata alla memoria collettiva dell’Italia e della provincia di Cuneo. Dopo Portavo allora un eskimo innocente, dedicato agli anni Sessanta e Settanta, Schellino si concentra sugli anni Ottanta, decennio di cui è anche testimone diretto, essendo nato nel 1965. Un terzo capitolo, dedicato agli anni Novanta e Duemila, è già in preparazione.

Tutto era turbo… o quasi alterna le testimonianze di protagonisti nazionali alle vicende del territorio. Nel film compaiono, tra gli altri, Carlin Petrini, Johnson Righeira, Alberto Fortis, Teo Musso ed Enrico Deaglio, accanto al racconto di eventi che hanno segnato il decennio: Chernobyl, la tragedia di Alfredino Rampi, il terremoto dell’Irpinia, il delitto Moro, i Mondiali del 1982. Grande spazio anche alla provincia di Cuneo, con la nascita di quella che sarebbe diventata Slow Food, l’universo Baladin, le battaglie ambientaliste e soprattutto il mondo delle discoteche di Langa: dal Caesar Palace alla Goba, fino alla Baia Blanca, locali diventati luoghi simbolo per un’intera generazione. Il regista restituisce così un’immagine degli anni Ottanta lontana dallo stereotipo della sola “Milano da bere”: un decennio colorato e creativo, ma anche fortemente individualista e attraversato da profonde contraddizioni. A rendere il documentario particolarmente coinvolgente contribuisce anche la colonna sonora, insieme all’ampio uso di videoclip, immagini televisive, spezzoni cinematografici e pubblicità che hanno contribuito a costruire l’immaginario di quegli anni. Al termine della proiezione Schellino ha ringraziato il pubblico anche attraverso i social: «Eravate tantissimi. La vostra presenza dà un senso a ciò che faccio. Grazie».

La prossima proiezione di "Tutto era turbo… o quasi" è in programma venerdì 21 agosto alle 21 in piazza San Martino a Ormea.

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Scritto da federico

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 17 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/repertorio_imballaggi.jpg)

## [ Imballaggi, le nuove regole Ue preoccupano per costi e burocrazia ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/imballaggi-le-nuove-regole-ue-preoccupao-per-costi-e-burocraiza)

Ridurre gli imballaggi e i rifiuti prodotti è l’obiettivo. Ma sulla strada scelta dall’Unione europea non sono mancate le perplessità delle categorie economiche italiane. E ora che il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, il cosiddetto **PPWR**, entra nella sua fase applicativa, l’attenzione si sposta dalle trattative di Bruxelles alle conseguenze concrete per le aziende. Tra le disposizioni che assumono rilevanza immediata c’è il limite alla presenza di **PFAS negli imballaggi destinati al contatto con alimenti**, applicabile dal 12 agosto. Confartigianato Imprese Cuneo ha richiamato nei mesi scorsi l’attenzione delle aziende proprio su questo aspetto, invitandole a verificare le caratteristiche degli imballaggi utilizzati e a confrontarsi con i fornitori. Ma il percorso non si esaurisce nel 2026. Il regolamento introduce una serie di scadenze successive riguardanti riciclabilità, contenuto di materiale riciclato, minimizzazione del peso e del volume delle confezioni, etichettatura e, per determinate categorie, riuso.

L’agroalimentare rappresenta uno dei principali punti di forza della Granda sui mercati internazionali. Secondo il **Rapporto Cuneo 2026 della Camera di commercio**, nel 2025 le esportazioni provinciali di prodotti alimentari, bevande e tabacco hanno raggiunto circa **4,61 miliardi di euro**, in crescita rispetto ai 4,29 miliardi del 2024. Francia e Germania rimangono i primi due mercati di destinazione. È un dato che aiuta a comprendere perché una normativa sul packaging possa avere conseguenze che vanno oltre il settore degli imballaggi propriamente detto. Per chi vende prodotti alimentari e bevande, soprattutto quando destinati a mercati diversi, confezione, conservazione, etichettatura, trasporto e conformità normativa sono parti dello stesso processo produttivo e commerciale.

**Le critiche delle categorie: «Non penalizzare il modello italiano»**

Il regolamento arriva al termine di un confronto europeo tutt’altro che semplice. Nel corso dell’iter legislativo **Confartigianato**, insieme ad altre organizzazioni imprenditoriali, aveva espresso forti perplessità sulla proposta iniziale, soprattutto per il rischio di privilegiare il riuso rispetto al riciclo. Il timore era quello di penalizzare un sistema come quello italiano, che negli anni ha investito in modo significativo nella raccolta e nel riciclo dei materiali. Le associazioni hanno inoltre chiesto maggiore proporzionalità degli obblighi e attenzione alle piccole e medie imprese, per evitare che la transizione ambientale si traduca in un eccessivo aumento di adempimenti e costi. Anche **Coldiretti** è intervenuta nel dibattito europeo, concentrando le proprie osservazioni soprattutto sulle conseguenze per l’agroalimentare. Uno dei punti sollevati dal mondo agricolo riguarda il delicato equilibrio tra riduzione dell’imballaggio e conservazione degli alimenti: una confezione svolge infatti anche una funzione di protezione e può contribuire ad aumentare la durata commerciale di un prodotto. Per una grande industria modificare un packaging può significare avviare un progetto strutturato con uffici tecnici e fornitori specializzati. Per un laboratorio artigiano, una piccola attività alimentare o un’impresa agricola che confeziona direttamente il proprio prodotto, la capacità organizzativa è inevitabilmente differente.

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 17 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_08_12/Ezia.jpg)

## [ Carrù si stringe nel ricordo della maestra Ezia ](https://provinciagranda.it/zone/langa/carru-si-stringe-nel-ricordo-della-maestra-ezia)

È un ricordo carico di affetto quello con cui l’Istituto Comprensivo di Carrù saluta Ignazia Gruppuso, per tutti Ezia, scomparsa a soli 54 anni dopo aver combattuto contro un brutto male. Insegnante di sostegno, ma anche catechista e volontaria impegnata nella vita della parrocchia, Ezia era da tempo una presenza conosciuta e stimata dalla comunità carrucese. «È con profondo dolore e commozione - scrivono dalla scuola - che l’intera comunità dell’Istituto Comprensivo si unisce al lutto per la scomparsa della cara maestra Ezia Gruppuso. Il ricordo della sua straordinaria bontà e delicatezza rimarrà per sempre impresso nei nostri cuori e siamo certi che continuerà a proteggere e a vegliare da lassù su tutti i bambini del nostro istituto, guidando i loro passi con la stessa dolcezza che l’ha sempre contraddistinta».

Originaria della Sicilia, la donna aveva costruito a Carrù la propria vita insieme al marito Roberto Asta e alla figlia Florenza. Lascia anche il papà Vincenzo, la mamma Giovanna, i fratelli Mirko e Giuseppe, oltre ai numerosi parenti e ai tanti amici che in queste ore si stanno stringendo alla famiglia. La veglia funebre sarà celebrata questa sera, domenica 16 agosto, alle 20,30 nella parrocchia di Carrù. I funerali si svolgeranno domani, lunedì 17 agosto, alle 15, sempre nella parrocchia del paese. Al termine la salma sarà accompagnata al cimitero di Carrù.

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 16 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_07_29/Votazione-consiglio-Carru.jpeg)

## [ Carrù: a bilancio le prime risorse per le aree esterne della Materna ](https://provinciagranda.it/zone/langa/carru-a-bilancio-le-prime-risorse-per-le-aree-esterne-della-materna)

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Via libera del consiglio comunale di Carrù all’assestamento di bilancio, che consente all’amministrazione di impiegare una prima parte dell’avanzo di amministrazione per finanziare alcuni interventi ritenuti prioritari. Le disponibilità complessive ammontavano a oltre 400.000 euro: con questa prima variazione viene impiegata una parte delle risorse (247.800 euro), lasciando ancora margine per ulteriori stanziamenti nei prossimi mesi. La voce principale (110.000 euro) riguarda la nuova Materna, per la quale vengono finanziate le opere del primo lotto delle aree esterne. «L’ipotesi più probabile - ha spiegato il sindaco Nicola Schellino - e è che la nuova scuola possa aprire con l’anno scolastico 2027-2028». Tra gli altri interventi, oltre a quelli in via Bella e alla Battagliera, trovano spazio quelli (da 25.000 euro) per completare l’adeguamento antincendio del Cinema Teatro e un contributo di 20.000 euro (l’intervento complessivo era superiore ai 100.000 euro) destinato alla Parrocchia per sostenere la realizzazione del nuovo impianto di riscaldamento.

L’amministrazione ha inoltre incrementato le risorse destinate alla progettazione (ora di 44.000 euro) di vari interventi (il rifacimento del ponte di strada Sant’Anna, la sistemazione di strada Fossarotto, ecc…). «Abbiamo chiesto agli uffici di insistere molto sulle progettazioni - ha sottolineato Schellino - perché vogliamo farci trovare pronti a novembre qualora qualche economia del Pnrr possa essere recuperata per altri bandi».

Nel corso della seduta il sindaco ha inoltre evidenziato la solidità dei conti comunali, ricordando come il peso dei mutui continui progressivamente a ridursi. Nelle prossime assemblee possibile che si metta nuovamente mano all’avanzo (restano oltre 160.000 euro ndr) per finanziare nuovi interventi sul territorio. Tra gli altri provvedimenti approvati figurano la condivisione dell’ordine del giorno promosso dalle Acli per chiedere procedure più semplici nell’organizzazione delle piccole manifestazioni e delle feste di paese e la convenzione con l’Unione del Fossanese per la gestione associata della Commissione Locale del Paesaggio.

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 16 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/2026_07_29/Pesci-in%20Piazza-2026.jpg)

## [ Pesci in piazza oggi a Dogliani ](https://provinciagranda.it/zone/langa/pesci-in-piazza-oggi-a-dogliani)

Dopo la notte di Cugiumse!, i festeggiamenti proseguono oggi, domenica 16, con Pesci in piazza. L’appuntamento è alle 12,45 sotto i portici di via Corte, dove il comitato Suta i Porti e ’n Piasa proporrà il tradizionale pranzo a base di pesce. Un momento conviviale che ogni anno richiama numerosi partecipanti.

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 16 Agosto 2026

![](https://provinciagranda.it/images/anita_gastaldi.jpg)Foto Instagram

## [ Anita Gastaldi d’argento nei 200 misti. Robaldo: «La Granda è orgogliosa» ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/anita-gastaldi-dargento-nei-200-misti-robaldo-la-granda-e-orgogliosa)

Un’altra medaglia europea porta Bra e la provincia di Cuneo sul grande palcoscenico del nuoto internazionale. Anita Gastaldi ha conquistato la medaglia d’argento nei 200 misti agli Europei di nuoto di Parigi, coronando con il podio una finale di altissimo livello. La ventitreenne braidese, tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri e la VO2 Nuoto Torino, ha disputato una prova in crescendo, riuscendo a migliorare di quasi un secondo il proprio primato personale. Un risultato che conferma la crescita dell’atleta piemontese e la porta tra le protagoniste della rassegna continentale. Per Gastaldi si tratta di un altro importante risultato internazionale dopo il bronzo conquistato nei 200 farfalla agli Europei in vasca corta del 2025. Alle spalle c’è un percorso costruito attraverso anni di allenamento e risultati, che comprende anche le medaglie ottenute alle Universiadi di Chengdu del 2023 e i successi conquistati in campo nazionale. A congratularsi con Anita Gastaldi è il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo: **«Siamo davvero orgogliosi per l’enorme risultato raggiunto da Anita Gastaldi, frutto di impegno, dedizione e sacrificio. A lei giungano i complimenti miei, del Consiglio e dell’intera Comunità provinciale».**

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Scritto da zaira

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 15 Agosto 2026

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## [ Garessio: fine settimana spettacolare per Cheers ](https://provinciagranda.it/zone/val-tanaro/garessio-fine-settimana-spettacolare-per-cheers)

«Che spettacolo!».
È probabilmente questa la frase che più di tutte racconta ciò che è successo a Garessio lo scorso fine settimana. La quinta edizione del Cheers Music and Beer Festival ha trasformato la Pista di Pattinaggio in una grande festa, richiamando migliaia di persone e regalando al paese due serate che difficilmente verranno dimenticate.
Musica, birre per tutti i gusti, street food rigorosamente locale, stand, artigiani, giovani, famiglie, visitatori arrivati da fuori provincia e persino da altre regioni: per due giorni Garessio è tornata ad avere il respiro dei grandi appuntamenti, quelli capaci di far parlare di sé e di riportare un intero territorio al centro dell’attenzione. 
Ma non è stato un successo casuale. Dietro Cheers c’è un’organizzazione ormai rodata, un service professionale, una macchina capace di gestire un pubblico numeroso e, soprattutto, una parola che gli organizzatori ripetono con orgoglio: volontariato. 
Il pubblico, infatti, vede soltanto la superficie. Dietro ci sono decine e decine di volontari che lavorano prima, durante e dopo la manifestazione. Persone che montano, smontano, organizzano, accolgono, servono, puliscono, risolvono problemi e fanno funzionare ogni ingranaggio dell’evento. 
Un esercito silenzioso che rende possibile tutto questo. 
Ed è proprio qui che emerge forse il valore più bello di Cheers: il senso di unione. Un paese che collabora, che si mette a disposizione, che lavora insieme per costruire qualcosa di grande. 
Non semplicemente un festival, ma un progetto collettivo nel quale tantissime persone riconoscono un pezzo della propria comunità. 
La quinta edizione è partita venerdì 7 agosto con un appuntamento particolarmente importante: il contest dedicato a cinque band emergenti. Sul palco sono arrivati giovani musicisti non solo da Garessio, ma anche da Ceva, Torino, Verona e Genova, a testimonianza di quanto Cheers sia ormai capace di andare ben oltre i confini della Valle Tanaro. 
A spuntarla sono state le giovanissime The Blazing Fires, protagoniste di una prestazione che ha conquistato il pubblico e l’attenta giuria di esperti composta da Federico Gallizio, Rupert Bottaro, Raffaella Secco, Viter Luna, Dario Bruna e Riccardo Bacci. 
Un risultato che vale doppio: da una parte la vittoria di una formazione giovanissima e tutta al femminile, dall’altra la conferma che Garessio può diventare un punto d’incontro per la musica emergente, attirando artisti da territori sempre più lontani. 
È esattamente questo uno degli obiettivi più importanti di un evento come Cheers: dare spazio ai giovani, creare opportunità e fare in modo che il nome di Garessio circoli anche negli ambienti musicali. 
A scatenare il pubblico ci hanno poi pensato i 90Skarti, uno dei gruppi più conosciuti della Valle Tanaro, che hanno fatto divertire e ballare fino alla chiusura della serata con DJ AlbertOne. 
Ma sabato sera è arrivato il momento più atteso. Dopo l’esibizione delle The Blazing Fires, la Pista di Pattinaggio si è preparata ad accogliere uno dei nomi più importanti della storia del folk rock italiano: i Modena City Ramblers. 
Una band che non ha bisogno di presentazioni. Dagli anni Novanta ha portato sui palchi italiani un originale mix di folk, rock e sonorità della tradizione irlandese, accompagnandolo spesso a temi sociali e civili. Una realtà diventata negli anni un punto di riferimento della musica indipendente italiana, con un pubblico trasversale e diverse generazioni di fan. 
A Garessio i Modena City Ramblers hanno trovato una pista pronta a esplodere: si è cantato, ballato e saltato per tutta la sera. La Pista di Pattinaggio non si è praticamente mai svuotata e un’onda continua di persone ha accompagnato il concerto, creando quell’atmosfera che gli organizzatori sognano quando immaginano un grande festival. 
E c’è anche un dettaglio che racconta quanto Cheers sia ormai diventato importante per il territorio: i componenti dei Modena City Ramblers e il loro staff hanno soggiornato al B&amp;B Porta Rose e alla Locanda Ponte Rosa, dove hanno anche mangiato e avuto la possibilità di scoprire i piatti della tradizione. 
Gli artisti, quindi, non sono semplicemente arrivati per suonare e ripartire: hanno vissuto il paese, hanno assistito alla storica Carrera Saracina, hanno dormito e trascorso del tempo sul territorio. Un particolare che, visto da fuori, racconta molto bene il valore che può avere una manifestazione di queste dimensioni anche per la promozione di Garessio. 
Dopo il concerto, la festa è continuata con DJ Pavarino, fino a tarda sera. 
Ma il successo del festival non si misura soltanto con il numero delle persone presenti alla Pista di Pattinaggio, perché quando arrivano migliaia di visitatori si muove tutto il paese. 
Bar, ristoranti, strutture ricettive, negozi e attività commerciali hanno beneficiato del grande afflusso di pubblico. Anche gli stand degli artigiani locali e di quelli arrivati da altre zone hanno contribuito a creare un vero e proprio villaggio della festa. 
Il risultato è stato un paese vivo, pieno di persone e di energia: una boccata d’ossigeno per l’economia locale e, allo stesso tempo, una straordinaria vetrina per Garessio e per tutto il territorio. 
La Garessio dei grandi eventi è tornata?
Forse è presto per dirlo, ma una cosa è difficile da negare: Garessio ha appena dimostrato di poter essere ancora protagonista.
Per chi conosce la storia del paese, l’immagine della Pista di Pattinaggio gremita ha inevitabilmente riportato alla mente gli anni d’oro, quando grandi manifestazioni e appuntamenti erano all’ordine del giorno e Garessio era una meta conosciuta e frequentata. 
Questa volta, però, c’è qualcosa di nuovo: una generazione che si è rimboccata le maniche e ha deciso di costruire il proprio evento lavorando insieme. Ci sono giovani che salgono sul palco, volontari che dedicano tempo ed energie, attività commerciali che partecipano e un pubblico che arriva da lontano. 
E forse è proprio qui il segreto di Cheers: non è soltanto un festival organizzato a Garessio. È un festival costruito da Garessio. 
Gli organizzatori sono ancora entusiasti, quasi increduli davanti alle dimensioni raggiunte da questa quinta edizione: «Vedere Garessio così ci ha fatto letteralmente emozionare. L’idea che tutto questo sia successo nel paese del nostro cuore ci riempie di gioia e ci fa capire quanto siamo fortunati a poterlo vivere in questo modo, circondati da tutte queste persone che ci vogliono bene». 
Ma la mente è già proiettata avanti. 
Perché se il 2026 ha regalato un fine settimana da ricordare, adesso la domanda è inevitabile: cosa succederà l’anno prossimo? 
Una cosa è certa. Per due giorni Garessio ha fatto rumore. Tanto rumore.
Ed era il rumore bellissimo di un paese che torna a vivere, a sognare e a farsi conoscere.

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Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Val Tanaro](https://provinciagranda.it/zone/val-tanaro)

Pubblicato: 15 Agosto 2026

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