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title: 'Zone - Provincia Granda - Risultati da #522'
description: 'Provincia Granda: notizie locali, approfondimenti, cronaca e attualità da Mondovì e dalla provincia di Cuneo. Leggi le ultime news, sfoglia le edizioni digitali e accedi ai contenuti premium.'
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## [ Chiusa Pesio: addio a Walter Dell'Anese ](https://provinciagranda.it/zone/monregalese/chiusa-pesio-addio-a-walter-dellanese)

Chiusa Pesio piange la scomparsa di Walter Dell'Anese. Il noto scultore e ceramista, mancato all'età di 79 anni, ha avuto per molto tempo uno studio nel centro cittadino. Il suo tratto distintivo erano figure oniriche e fluide, che richiamavano i mondi surreali di Salvador Dalì. Lo spiccato talento l'aveva portato ben oltre i confini chiusani grazie a collaborazioni con numerose realtà provinciali, incluso il Comune di Cuneo, e nazionali. Alcune sue opere sono anche state esposte all'estero, sia in Europa, sia negli Stati Uniti. Walter Dell'Anese lascia la moglie Piera, la figlia Stefania con Maurizio, il figlio Federico con Maria e i nipoti. I funerali si svolgeranno mercoledì 26 agosto alle ore 15 presso la Parrocchia di Sant'Antonino. v.s.

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Scritto da zaira

Categoria: [Monregalese](https://provinciagranda.it/zone/monregalese)

Pubblicato: 25 Agosto 2026

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## [ Murazzano, addio alla Fiera dei Trenta? ](https://provinciagranda.it/zone/langa/murazzano-addio-alla-fiera-dei-trenta)

La Fiera dei Trenta resta fuori dall’estate 2026 di Murazzano. L’appuntamento dedicato alla pecora delle Langhe era stato inserito nel programma degli eventi estivi e fissato per venerdì 28 agosto ma non ci sarà. Per il terzo anno consecutivo, dunque, la manifestazione non tornerà ad animare il paese. A pesare sono soprattutto la difficoltà di coinvolgere gli allevatori e gli aspetti pratici legati alla movimentazione degli animali. Non ci sono, questa volta, particolari emergenze veterinarie: è la situazione del comparto, con un numero sempre più contenuto di aziende e capi, a rendere difficile allestire una vera esposizione. Il Comune esprime dispiacere per lo stop e ribadisce la disponibilità a lavorare per tutelare le tradizioni locali. Ma ora si apre una domanda inevitabile: la Fiera dei Trenta tornerà mai?

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 25 Agosto 2026

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## [ Ceva ha celebrato il generale Leutrum ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/ceva-ha-celebrato-il-generale-leutrum)

In occasione della festa di San Bartolomeo, titolare dell'ex chiesa parrocchiale della frazione Malpotremo di Ceva, dopo la celebrazione liturgica, la comunità locale, con la collaborazione e la consulenza dell'associazione storico-culturale “Ceva nella Storia”, ha voluto ricordare la figura del barone Karl Sigmund Friedrich Wilhelm von Leutrum, generale tedesco al servizio di Casa Savoia nel XVIII secolo. I piemontesi lo avevano ribattezzato “Baron Litron” rendendo il cognome in dialetto nostrano, a volte con differenti versioni di grafia.Von Leutrum nacque nel 1692, da famiglia nobile, a Ӧlbronn-Dürrn una piccola località del Baden-Württemberg. Nel 1706, a quattordici anni, con il fratello maggiore Karl Magnus, fece da scorta al Principe Eugenio di Savoia che stava attraversando la pianura Padana al comando dell’esercito imperiale per portare soccorso alla città di Torino, assediata dai francesi. Fu in quell’occasione che decise di arruolarsi nell’esercito sabaudo.Le sue elevate doti strategiche, unite a un indomito coraggio e a una notoria incorruttibilità, gli consentirono di fare una rapida carriera. Nel 1740 scoppiò la guerra di successione austriaca dopo la morte dell’imperatore Carlo VI. Il regno di Sardegna era alleato, insieme ad altri, degli Asburgo, mentre nel campo avverso vi erano francesi e spagnoli.In una prima fase del conflitto il barone venne mandato a combattere nella pianura Padana, dove fu gravemente ferito. Dopo la convalescenza venne impiegato sul fronte occidentale, in Val di Susa e nell’entroterra di Nizza e Oneglia.Nell’estate del 1744 prese parte a combattimenti in Val Varaita e poco dopo fu protagonista di quella che fu forse la sua impresa militare più celebre e gloriosa, la difesa della città di Cuneo, della quale era stato nominato governatore, dall’assedio portato da oltre 45.000 nemici. Von Leutrum disponeva di poco più di tremila soldati, integrati da un migliaio di volontari reclutati tra la popolazione.Ciononostante, con il suo coordinamento, la Città riuscì a resistere per oltre un mese, costringendo gli avversari a porre fine all’accerchiamento e a ritirarsi. Francesi e spagnoli erano a scarso di rifornimenti e si stava avvicinando la brutta stagione. Inoltre erano stati molto indeboliti nella pur vittoriosa battaglia di Madonna dell’Olmo, contro le truppe del Re Carlo Emanuele III, giunto il 30 settembre in aiuto della città oppressa.Al barone venne riconfermata la carica di governatore di Cuneo, della quale egli stesso si sentiva ormai cittadino a tutti gli effetti, con la considerazione e la stima di tutti gli abitanti.Nel 1745 il Re lo inviò, con un forte contingente di soldati, a salvaguardia delle Alpi Marittime dalle possibili incursioni nel sud del Piemonte dell’esercito nemico che, al comando dell’Infante di Spagna Filippo di Borbone e del Maresciallo di Francia Jean Baptiste Desmarets de Millebois, aveva già occupato il litorale della Liguria di Ponente.Egli prese dimora a Malpotremo, dove si fermò alcuni mesi nella cosiddetta “Casa Garrone” in borgata Garroni. La scelta di stabilire il suo quartier generale a Malpotremo non fu casuale, ma strategica, in quanto di lassù si potevano controllare sia la valle del Cevetta che la valle del Tanaro, due potenziali vie di accesso fondamentali per i gallo-ispani per avvicinarsi e portare attacchi al forte di Ceva, superato il quale sarebbe stata facile l’invasione del Piemonte dalla parte meridionale.Per ben due volte le forze piemontesi respinsero l’avanzata nemica, la prima il 26 agosto in Valle Bormida, la seconda il 28 ottobre successivo sui contrafforti delle Prealpi Liguri che sovrastano la Valle Tanaro prima di Ceva. Questo indusse i franco-spagnoli a cambiare strategia per l’accesso in Piemonte, scegliendo di penetrarvi dalla zona sud-orientale.Dopo il periodo malpotremese Von Leutrum fu impegnato in vari altri contesti della guerra in Liguria, nell’Astigiano, nell’Alessandrino. Nel 1748, al termine della stessa, mantenne il governatorato di Cuneo, dove morì il 16 maggio 1755 poco prima di compiere sessantatré anni.Forse corrisponde a verità la fama che lo accompagnò di inguaribile donnaiolo. Quasi sicuramente ebbe diversi figli che però provvide a riconoscere e a mantenere insieme alle loro madri, mentre che fosse stato anche un grande bevitore è probabilmente frutto di una leggenda popolare.La Città gli dedicò una via nel centro storico e nell’Ottocento una caserma che ospitò reparti di fanteria e venne dismessa alla fine della seconda guerra mondiale.Gli attuali proprietari dello storico edificio di Malpotremo, i coniugi Mariangela Garrone e Giancarlo Icardi, hanno pensato di apporre all’esterno del loro fabbricato una targa per onorare la memoria del barone, che è stata appunto “scoperta” lunedì scorso con una breve esposizione, da parte di alcuni esperti presenti, delle vicende che hanno caratterizzato la vita e la carriera militare di Von Leutrum e la lettura di due poesie composte per la circostanza da Gianfranco Martini e Vincenzo Sala.Benchè la fase che coinvolse i nostri territori con questi accadimenti nell’ambito complessivo della guerra di successione austriaca sia stata trattata solo marginalmente dalla maggior parte degli storici, l’attendibilità delle fonti che testimoniano la allora presenza del Baron Litron in Malpotremo è più che certa.Le informazioni sono ricavate dagli studi condotti dal professor Renzo Amedeo di Garessio, dagli scritti dello storico malpotremese Emilio Amo, dalle ricerche di alcuni studiosi locali come Achille Barberis, Michele Cocca, Barbara Florio, Lorenzo Nurisio, Giammario Odello, nonché da tradizioni orali tramandate, di generazione in generazione, fino ai giorni nostri.Di confessione protestante, egli non volle mai convertirsi al cattolicesimo, nonostante i ripetuti accorati inviti del sovrano e scelse di essere sepolto in Val Pellice, nel piccolo tempio valdese del Ciabàs, sito in una zona di confine dei comuni di Angrogna, Luserna San Giovanni e Torre Pellice.Nella seconda metà del XVIII secolo fu composta una ballata in piemontese che racconta la morte del Barone. Nel corso dei decenni il testo fu oggetto di numerose varianti, a seconda dei cantori e del posto in cui veniva interpretato.Una di queste venne recuperata ed edita nel 1888 da Costantino Nigra, autore della raccolta Canti Popolari del Piemonte. Il brano è stato reinterpretato in tempi recenti da molti artisti e gruppi folk tra cui: Gipo Farassino, Roberto Balocco, Francesco Guccini, Gruppo Teatro Angrogna, La Baita, La Grangia, Tre Martelli.

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Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 25 Agosto 2026

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## [ Cyrano, Eskimo e Uva abbandonati a Fossano cercano casa ](https://provinciagranda.it/zone/fossanese/cyrano-eskimo-e-uva-abbandonati-a-fossano-cercano-casa)

Erano cinque, trovati a Fossano quando erano ancora troppo piccoli per poter essere indipendenti e senza la loro mamma. Dopo essere stati abbandonati, i gattini sono stati affidati alle cure di una volontaria, che si è occupata di loro giorno e notte, provvedendo anche allo svezzamento con il biberon. Per due di loro è già arrivata una bella notizia: hanno trovato casa. Restano invece in cerca di una famiglia **Cyrano, Eskimo e Uva**. Cyrano ed Eskimo sono due maschietti rossi, mentre Uva è una femminuccia bianca e grigia. Per tutti e tre si cercano **adozioni responsabili, preferibilmente in zona**, in modo da consentire ai volontari di seguire il percorso di pre e post affido e di poter rimanere presenti anche successivamente in caso di necessità. Per questo motivo **non vengono effettuate staffette** per portare i gattini a grandi distanze. La scelta nasce anche dalla convinzione che ogni territorio abbia già le proprie emergenze e che non sia opportuno sottoporre gli animali a lunghi viaggi quando è possibile trovare loro una famiglia più vicina. L’appello dei volontari vuole soprattutto ricordare cosa significhi davvero adottare un cucciolo. **Un gattino non è un giocattolo** e scegliere di accoglierlo significa assumersi la responsabilità di prendersene cura per tutta la sua vita. Cyrano, Eskimo e Uva sono ancora molto piccoli e, proprio per questo, richiedono tempo, attenzione e pazienza. In questa fase possono sporcare con la pappa, combinare guai e avere bisogno di molte cure: aspetti che chi desidera un gattino molto piccolo deve conoscere prima di decidere di adottarlo. L’obiettivo è quindi trovare per ciascuno di loro una famiglia consapevole e pronta ad accompagnarli nella crescita. **Per informazioni e adozioni è possibile contattare il numero 328 886 6491.** Chi non può adottare può comunque dare una mano condividendo l’appello, per aiutare Cyrano, Eskimo e Uva a trovare la loro famiglia.

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Scritto da zaira

Categoria: [Fossanese](https://provinciagranda.it/zone/fossanese)

Pubblicato: 25 Agosto 2026

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## [ Piemonte: pubblicate la graduatorie del Voucher Scuola ](https://provinciagranda.it/zone/mondovi/piemonte-pubbllicate-la-gratuatorie-del-voucher-scuola)

Per la prima volta dalla nascita del Voucher Scuola, la Regione Piemonte finanzia il 100% delle domande ammesse per il Voucher B, destinato all'acquisto di libri di testo, materiale didattico, dotazioni tecnologiche funzionali all'istruzione e alle spese per il trasporto scolastico. Le graduatoria state pubblicate sul sito della Regione Piemonte per l'anno scolastico 2026/2027, con il dettaglio delle domande ammesse e finanziate nelle otto province piemontesi.
**Per il Voucher B** sono complessivamente 76.536 le famiglie finanziate, oltre 28 mila in più rispetto allo scorso anno, quando i beneficiari erano stati circa 48 mila. Questa la distribuzione territoriale delle 76.536 domande ammesse e finanziate: Alessandria 7.190; Asti 3.892; Biella 2.530; Cuneo 8.802; Novara 6.837; Torino: 42.968; Verbano-Cusio-Ossola 1.187 e Vercelli 3.130. 
La nuova articolazione delle fasce Isee e degli importi unitari ha infatti consentito di portare la copertura effettiva del Voucher B fino a un Isee di 15.748 euro, contro circa 8.200 euro dello scorso anno: una platea effettivamente finanziata quasi raddoppiata in termini di soglia ISEE, accompagnata da oltre 28 mila beneficiari in più. 
**Per il Voucher A**, destinato alle spese di iscrizione e frequenza scolastica, sono 3.702 le domande finanziate, per un investimento complessivo iniziale di 4.982.950 euro. La prima assegnazione delle risorse consente di finanziare le famiglie fino a un Isee massimo di 22.876,38 euro. Questo il riparto provinciale delle domande finanziate è il seguente: Alessandria 207; Asti 117; Biella 39; Cuneo 122; Novara 421; Torino 2.681; Verbano-Cusio-Ossola 53 e Vercelli 62. Restano al momento 1.434 domande ammesse da finanziare.
**L'assessore regionale all'Istruzione e Merito Daniela Cameroni:** «*Più di 28 mila famiglie sostenute rispetto allo scorso anno e, per la prima volta, il 100% delle domande ammesse al Voucher B finanziate. È un risultato di cui siamo orgogliosi, ancora più importante in un momento in cui le spese scolastiche pesano sempre di più sui bilanci familiari*». 
Le graduatorie complete sono consultabili sul sito della Regione Piemonte, nella pagina dedicata al Voucher Scuola per l'anno scolastico 2026/2027: <https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/istruzione/voucher-scuola/voucher-scuola-2026-2027> 
**Come ricevere e utilizzare il Voucher** 
A partire dall'anno scolastico 2026/2027 l'erogazione dei Voucher per conto della Regione Piemonte, a seguito di gara pubblica, è gestita da Cirfood Sc in collaborazione con Valyouness. 
Ogni beneficiario riceverà una mail dal gestore con le credenziali per accedere alla piattaforma web Valyouness Flex, dove sarà disponibile il Voucher. Nella comunicazione saranno indicati l'effettiva attivazione, il valore del contributo e tutte le istruzioni necessarie per utilizzarlo. Il Voucher non sarà caricato sulla tessera sanitaria ma sarà spendibile tramite smartphone, dopo la registrazione sulla piattaforma: presso la scuola frequentata dal figlio per il Voucher A oppure negli esercizi commerciali convenzionati per il Voucher B. L'elenco aggiornato degli esercizi aderenti sarà disponibile direttamente sulla piattaforma Valyouness Flex.

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Scritto da zaira

Categoria: [Mondovì](https://provinciagranda.it/zone/mondovi)

Pubblicato: 25 Agosto 2026

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## [ Nucetto: chiude il negozio secolare di via Nazionale ](https://provinciagranda.it/zone/val-tanaro/nucetto-chiude-il-negozio-secolare-di-via-nazionale)

Un pezzo di storia che se ne va, un momento di particolare significato che in questi giorni sta vivendo la comunità di Nucetto, in valle Tanaro, segnato da un lato dalla chiusura di un esercizio storico del paese e, dall’altro, da un gesto di generosità che testimonia la vitalità e la solidarietà del territorio.

Dopo quasi un secolo di attività, la serranda dell’antico negozio di via Nazionale, noto ai viaggiatori della Statale 28 e profondamente radicato nella memoria collettiva, si abbassa definitivamente. La tabaccheria–rivendita N.1 con alimentari, gestita dai fratelli Prato dal 1992, conclude la propria operatività, segnando la fine di un capitolo importante per la storia locale.

L’immobile, di proprietà di Vittorina Odello e Piero Giachino, ha ospitato l’attività per trent’anni, dal 1962 al 1992. In precedenza era stato gestito dai coniugi Elda Buscaglia e Aurelio Patrone, di Perlo, e ancora prima, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, da Francesco Romano e Federica Magnone, attraversando il periodo bellico e diventando un punto di riferimento per generazioni.

Per lungo tempo, il locale ha riunito tre funzioni fondamentali per la vita del paese: Ufficio postale, Bar della Posta e Sali &amp; Tabacchi. Un luogo unico, capace di intrecciare servizi, relazioni e quotidianità.

Il sindaco di Nucetto Enzo Dho ha espresso un pensiero carico di emozione: “La chiusura di un esercizio storico non rappresenta soltanto la fine di un’attività commerciale, ma la perdita di un luogo di memoria condivisa. Qui si sono intrecciate storie, volti e abitudini che hanno contribuito a definire l’identità di Nucetto. Si tratta di un momento di tristezza per l’intera comunità”.

Il primo cittadino ha però voluto aggiungere una nota di fiducia: “Confidiamo che in futuro possano emergere nuove opportunità e nuovi gestori, pronti a ridare vita a questo spazio così significativo”.

Ma sempre in questi giorni, in questo momento di cambiamento, la comunità scolastica di Nucetto riceve un segnale di vicinanza e sostegno, come spiegano dall’istituto: “La scuola desidera esprimere un sentito ringraziamento ad Andrea e Rita per la generosa donazione di materiale didattico e di altro genere, un gesto che testimonia attenzione e sensibilità verso gli alunni, le insegnanti e l’intera realtà educativa del paese”.

La chiusura di un luogo storico e la generosità verso la scuola rappresentano due aspetti complementari della vita comunitaria: la memoria che si trasforma e la solidarietà che costruisce. Nucetto, forte delle proprie radici, guarda avanti con rispetto per il passato e con fiducia nelle nuove energie che potranno emergere.

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Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Val Tanaro](https://provinciagranda.it/zone/val-tanaro)

Pubblicato: 24 Agosto 2026

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## [ Ceva: rinnovato il protocollo d'intesa contro la violenza di genere ](https://provinciagranda.it/zone/cebano/ceva-rinnovato-il-protocollo-dintesa-contro-la-violenza-di-genere)

Rinnovata a Ceva l'alleanza istituzionale contro la violenza di genere e la violenza assistita a danno dei minori. L’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida, l’associazione di volontariato Futuro Donna ODV e l’ASL CN1 hanno siglato il rinnovo del protocollo operativo interistituzionale per la promozione di politiche attive finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno. L'atto, formale ed esecutivo, recepisce la firma del direttore generale dell’ASL CN1 Giuseppe Guerra ed è stato siglato dal presidente dell’Unione Montana Fabio Mottinelli e dalla presidente di Futuro Donna Anna Maria Ardissono, in una sinergia strategica per il territorio.

L’accordo garantisce una risposta strutturata ed empatica di fronte all'ampio spettro degli abusi domestici e sociali, siano essi di natura fisica, psicologica, economica o sessuale. Presso la sede stessa dell’Unione Montana opera il Centro Antiviolenza “Servizio Rosa” (CAV), gestito da Futuro Donna ODV, che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l'ascolto, la protezione e l'avvio di percorsi di autonomia.

Il documento precisa le responsabilità dei tre attori coinvolti. L’ASL CN1 garantisce la presa in carico medico-sanitaria e il supporto psicologico e morale presso il Pronto Soccorso di Ceva. Grazie ad un'intesa specifica tra ASL e Futuro Donna, le volontarie del CAV integrano questo servizio garantendo un presidio costante 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno. Il Servizio Socioassistenziale dell’Unione Montana si occupa invece della tutela dei minori coinvolti: nelle situazioni d'emergenza verifica la disponibilità dei posti di Pronta Accoglienza al CAV e allerta le Forze dell’Ordine previo consenso della donna, mentre nei casi non urgenti avvia percorsi di orientamento e ricerca di soluzioni abitative idonee. Dal canto suo, Futuro Donna assicura una presa in carico completa tramite mediazione linguistico-culturale, tutela legale, supporto psicologico e logistico, modulato sia per la gestione dell'urgenza immediata sia per percorsi di lungo periodo.

"Plaudo a questa iniziativa, cui abbiamo aderito volentieri, che disegna e prelude ad un'efficace azione sinergica tra più enti per interventi trasversali in contesti complessi come la violenza in ambito familiare", sottolinea il direttore generale dell’ASL CN1, Giuseppe Guerra. Che aggiunge: "Questa è la risposta più corretta ed efficace per raggiungere gli obiettivi prefissati. Intervenire con azioni preventive e nel post evento, attraverso professionalità dedicate, aiuta a contrastare un fenomeno purtroppo ancora diffuso e spesso silente. L'ASL svolge un ruolo di cura e supporto che sarà reso ancora più efficace dalla collaborazione coordinata”.

Il presidente dell’Unione Montana, Fabio Mottinelli, evidenzia come il rinnovo sancisca la volontà di dare una risposta complessa ad un problema complesso: "Il Servizio Socioassistenziale e l’associazione che gestisce il CAV si pongono in dialogo costante, supportati dall’ASL per l’aspetto sanitario. Le vittime che si rivolgono al Servizio, allo sportello del CAV o al Pronto Soccorso troveranno ovunque personale formato e in stretto collegamento con gli altri nodi della rete. Continuiamo con la sensibilizzazione, con il sogno che un giorno un protocollo simile diventi inutile e obsoleto”.

"Ci tengo a sottolineare l’importanza del lavoro di rete tra enti e istituzioni e del sostegno da dare nel tempo alle donne e ai loro figli, vittime di violenza assistita - conclude la presidente di Futuro Donna ODV, Anna Maria Ardissono -. Un supporto continuo ed una presenza sicura sono fondamentali affinché le donne non si trovino da sole nel difficile percorso di fuoriuscita dalla violenza”.

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Scritto da Muriel Bria

Categoria: [Cebano](https://provinciagranda.it/zone/cebano)

Pubblicato: 24 Agosto 2026

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## [ Biolè: «Plasma buttato e primo soccorso senza fondi non sono episodi isolati» ](https://provinciagranda.it/zone/langa/biole-plasma-buttato-e-primo-soccorso-senza-fondi-non-sono-episodi-isolati)

Da Clavesana riceviamo una lettera di Fabrizio Biolè, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco di Gaiola, che parte da due vicende di stretta attualità in ambito sanitario: il caso delle sacche di plasma non utilizzate nelle Marche e il disegno di legge sul primo soccorso, noto come “legge Bove”. Biolè mette in relazione i due episodi per aprire una riflessione sulle risorse destinate alla sanità, alla prevenzione e alla formazione dei cittadini. Di seguito pubblichiamo integralmente la sua lettera.

“Scrivo per parlare di due fatti che, pur diversi, raccontano con chiarezza le priorità con cui vengono gestite le risorse pubbliche in Italia in ambito sanitario. Il primo riguarda lo scandalo del plasma nelle Marche. Secondo quanto documentato da diverse inchieste giornalistiche, centinaia di sacche di plasma – fino a quasi sei quintali secondo alcune ricostruzioni – sono state smaltite perché non processate entro le 24 ore dal prelievo. La causa indicata è la carenza di personale tecnico nell’officina trasfusionale di Ancona. Centinaia di donatori volontari hanno donato tempo e sangue nella convinzione di salvare vite; invece quel gesto è stato vanificato da un’organizzazione insufficiente. Vale la pena ricordare a cosa serve il plasma che viene donato. Non è solo un liquido giallo: è la materia prima da cui si ricavano farmaci salvavita detti plasmaderivati. Tra i principali ci sono le immunoglobuline, essenziali per i pazienti con immunodeficienze primitive (oltre 250 patologie) e per diverse neuropatie invalidanti; l’albumina, utilizzata in caso di gravi carenze proteiche; i fattori della coagulazione (VIII, IX e altri), indispensabili per chi soffre di emofilia; l’antitrombina e altri farmaci altrettanto preziosi. Questi medicinali tornano al Servizio sanitario nazionale senza costi aggiuntivi per i pazienti. Senza di essi, molte persone non potrebbero vivere una vita normale. L’Italia, però, non è ancora autosufficiente: per raggiungerla servirebbero almeno 18 kg di plasma ogni mille abitanti, mentre la media nazionale si attesta intorno ai 14 kg. Ogni sacca buttata è quindi un doppio danno: etico e sanitario. La carenza di personale non è certo un problema solo marchigiano. La stessa criticità è presente in molte regioni, anche nella nostra. Per questo motivo è stata depositata dalla consigliera Giulia Marro un’interrogazione alla Giunta regionale del Piemonte che chiede proprio se episodi analoghi si siano verificati o possano verificarsi anche sul nostro territorio, e quali strumenti siano stati adottati per prevenirli. L’interrogazione, a oggi, risulta ancora senza risposta.

Il secondo fatto sul quale mi permetto di soffermarmi è il disegno di legge sul primo soccorso noto come “legge Bove”. Esso nasce dall’esperienza di Edoardo Bove, calciatore salvato da un arresto cardiaco in campo grazie all’intervento tempestivo dei sanitari. Il provvedimento mira a estendere l’insegnamento delle manovre salvavita, dalla rianimazione cardiopolmonare all’uso del defibrillatore, nelle scuole e in altri contesti formativi. I numeri italiani sono drammatici: solo nel 16% dei casi la popolazione interviene con manovre di rianimazione cardiopolmonare; solo il 20% sa usare un defibrillatore semiautomatico esterno; il 74% degli adulti non ha mai frequentato un corso di primo soccorso. Ogni anno si registrano circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri, con una sopravvivenza che si aggira intorno al 9%. Nei Paesi in cui si è investito seriamente nella formazione della popolazione, quella percentuale sale fino al 50-70%. Eppure il disegno di legge è fermo da mesi: servirebbero circa 5 milioni di euro di copertura.

Nel frattempo l’Italia destina alla difesa, secondo i dati Nato, oltre 45 miliardi di euro, di cui più di 13 miliardi solo per l’acquisto di armamenti. Cinque milioni rappresentano lo 0,01% di quella cifra. Credo sia oggi più che mai necessario interrogarci su cosa sia davvero prioritario quando si parla di salvare vite umane. Queste due storie – plasma buttato e primo soccorso senza fondi – non sono episodi isolati. Sono il termometro di un sistema che fatica a riconoscere il valore del gesto solidale e della prevenzione.

Nessuno di noi, da solo, può risolvere problemi strutturali di questa portata. Ma ciascuno può dare un contributo concreto e gratuito. Io, nel mio piccolo, sono sia donatore di plasma - e ho donato lunedì 17 agosto prima di andare in ferie -, sia orgogliosamente in possesso dell’attestato per l’uso del defibrillatore. Chi legge queste righe potrebbe fare lo stesso: informarsi presso le associazioni di donatori, prenotare una donazione di plasma, frequentare un corso di primo soccorso. Non costa nulla e può fare la differenza tra la vita e la morte di qualcuno. Credo sia una scelta di civiltà. E di priorità. Cordiali saluti”.

Fabrizio Biolè

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Langa](https://provinciagranda.it/zone/langa)

Pubblicato: 24 Agosto 2026

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## [ Pnrr, 113 milioni nella Granda: ecco i principali interventi sul nostro territorio ](https://provinciagranda.it/zone/cuneese/pnrr-113-milioni-nella-granda-ecco-i-principali-interventi-nel-nostro-territorio)

La Regione Piemonte ha raggiunto tutti gli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, portando a termine le opere previste entro le scadenze europee. Nel bilancio finale del Pnrr figurano 585 progetti realizzati in provincia di Cuneo, per un valore complessivo di oltre 113 milioni di euro, ai quali si aggiungono altri 478 interventi di carattere regionale per più di 818 milioni.

Tra le opere che interessano più da vicino il Monregalese, il Cebano e l’Alta Langa spiccano quelle dedicate alla sanità territoriale. Sono stati infatti completati l’Ospedale di Comunità di Ceva e la Casa della Comunità di Dogliani, mentre tra le Centrali operative territoriali figura anche quella di Mondovì. Sempre nel capoluogo monregalese il Pnrr ha consentito l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale dell’ospedale, oltre a interventi di efficientamento energetico su alloggi pubblici di via San Pio V e via Vico.

Importanti anche gli investimenti destinati alla difesa del territorio dal rischio idrogeologico. Nel dettaglio sono stati finanziati il rifacimento del ponte Odasso a Garessio (2,7 milioni di euro) e la manutenzione del torrente Neva, il ripristino del ponte sul Tanaro a Nucetto (1 milione), opere di regimazione delle acque superficiali a Dogliani (325 mila euro), interventi a Paroldo (280 mila euro), la stabilizzazione di un pendio tra Torre Bormida e Monesiglio (500 mila euro), nuovi tratti di scogliera sul Bormida a Bagnasco (500 mila euro), opere di sostegno e protezioni spondali tra Briga Alta e Ormea (800 mila euro) e il consolidamento delle pile del ponte Trunasse tra Centallo e Castelletto Stura (800 mila euro).

Il bilancio comprende inoltre contributi destinati a 356 aziende agricole per l’ammodernamento dei macchinari e 98 interventi di recupero e restauro di edifici religiosi e costruzioni rurali nel Cuneese, oltre ai numerosi progetti regionali dedicati a mobilità, digitalizzazione, formazione e occupazione.

«Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo realizzato tutto quello che ci era richiesto e l’abbiamo fatto in tempo – sottolinea il presidente della Regione, Alberto Cirio –. Un risultato che dimostra la capacità del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunità per cittadini e imprese».

Soddisfazione anche da parte degli assessori regionali Paolo Bongioanni, monregalese, e Marco Gallo: «La provincia di Cuneo è oggi il motore trainante dello sviluppo economico del Piemonte. Il territorio ha saputo cogliere le opportunità offerte dal Pnrr trasformandole in interventi concreti: servizi per i cittadini, infrastrutture più sicure, sostegno alle imprese agricole, valorizzazione del patrimonio storico e culturale e investimenti che rendono le comunità più moderne e attrattive. Il Pnrr lascia opere che resteranno nel tempo e costituisce una base solida su cui continuare a costruire il futuro».

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Scritto da f.trax.

Categoria: [Cuneese](https://provinciagranda.it/zone/cuneese)

Pubblicato: 24 Agosto 2026

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