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Mondovì
2018-08-18
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Sanità: diminuire i tempi d’attesa negli ospedali, la Regione è al lavoro sui piani delle Asl
Nell’Asl Cn 1 servono più visite di oculistica, dermatologia e neurologia

L’obiettivo è diminuire le lunghe attese nella sanità pubblica. Durante il mese di agosto, gli uffici dell’assessorato della Regione Piemonte sono impegnati ad esaminare i piani per la riduzione delle liste d’attesa per esami e visite specialistiche presentati alla fine di luglio dalle Asl piemontesi. Il lavoro servirà a predisporre la delibera di ripartizione fra le aziende sanitarie dei 10 milioni di euro che la Giunta Chiamparino ha messo a disposizione e che saranno utilizzati per aumentare l’offerta delle prestazioni nel sistema sanitario piemontese.

Ogni Asl ha effettuato un monitoraggio della situazione per la propria area di competenza, individuando le priorità da cui partire e definendo il fabbisogno di prestazioni necessario ad abbattere i tempi di attesa. I piani prevedono: l’estensione degli orari di apertura di strutture e ambulatori; l’aumento del personale dove necessario; la contrattualizzazione di prestazioni aggiuntive con il privato accreditato.

Grazie all’applicazione dei piani, già entro la fine dell’anno 2018 la sanità piemontese sarà in grado di erogare circa 100.000 prestazioni in più, a cui ne se aggiungeranno altre 250.000 nel corso del 2019, per un totale di 350.000 prestazioni supplementari fra esami e visite specialistiche in poco meno di un anno e mezzo. Quasi il 50% di questo potenziamento riguarderà le Asl di Torino e del territorio metropolitano, la restante quota riguarderà tutte le altre province piemontesi. «I piani delle aziende sanitarie saranno attivi dall’autunno - sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta - e saranno monitorati costantemente, con cadenza mensile, per avere un riscontro immediato dei risultati. Nello stesso tempo entrerà in funzione il nuovo Cup unico regionale per le prenotazioni. A partire dai prossimi mesi, in sostanza, saremo in grado di aggredire efficacemente il problema delle liste d’attesa per esami e visite specialistiche».

 

Cosa verrà potenziato nell’Asl Cn1

Nel Comunicato diramato dalla Regione si fa un punto della situazione zona per zona. Nell’Asl Cn1 (con azienda ospedaliera di Cuneo), ecco i filoni che si intendono potenziare: a livello di visite, oculistica, dermatologica, neurologica; a livello di esami, ecografia addome, ecocolordoppler cardiaco, tc torace, ecocolordoppler tronchi sovraortici.

ospedale liste d'attesa diminuire asl cn 1
Articolo scritto da:
m.g.
Mondovì
2018-08-17
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"Destinare una parte dei pedaggi delle Autostrade ad opere di manutenzione sulla viabilità secondaria”
Uncem chiede da tempo un aiuto per Province ed enti locali, tema “caldo” dopo la tragedia di Genova

CUNEO - Il tema è stato sollevato da Uncem più volte negli ultimi cinque anni. “Destinare una parte del gettito derivante dai pedaggi delle Autostrade a Province ed enti locali per opere di manutenzione della viabilità secondaria”. La sola Provincia di Cuneo ha in gestione 1.500 ponti, su poco più di 3.000 chilometri di strade.

Uncem (l’unione nazionale dei Comuni ed enti montani), innanzitutto, manifesta la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, dei feriti, dei dispersi della tragedia di Genova. E ribadisce oggi la sua proposta, su come utilizzare il gettito del pedaggio autostradale che viene incassato dai concessionari della rete. “Destinarne una parte a opere e manutenzione della rete viaria locale, gestita dalle Province in primo luogo - evidenzia il Presidente nazionale Uncem, Marco Bussone - Lo diciamo da anni che, in mancanza di risorse e nell'impossibilità di aumentare a dismisura la spesa pubblica, una percentuale del gettito deve tornare ai territori. Per migliorare la viabilità secondaria e per opere volte alla prevenzione del dissesto idrogeologico. I due temi si tengono. Ed entrambe le iniziative devono essere slegate dai vincoli del pareggio di bilancio per gli enti locali ai quali, per questi investimenti strategici e non derogabili, deve essere consentito l'uso totale dell'avanzo di amministrazione”. Un intervento legislativo positivo, in questo senso, era stato proposto nell'articolo 5 dello Sblocca Italia, poi saltato. Ma il tema è decisivo e alcune basi normative già esistono.

“La nostra mobilitazione - spiega Bussone - finora già condivisa da centinaia di sindaci, ha riscosso particolare interesse e apprezzamento anche da esponenti politici, da molti Parlamentari. Siamo pronti a un lavoro intenso con chi detiene le concessioni, con il Governo, con Mit e con Mef, in vista delle nuove gare. Che dovranno esserci e non potranno tagliare fuori i territori”. "I sindaci di Comuni attraversati da reti autostradali - prosegue il presidente Uncem - chiedono con forza di poter avere una parte dei gettiti del pedaggio da investire nella manutenzione delle strade secondarie, attraverso Province e Comuni, senza dover continuamente far leva sui trasferimenti statali e regionali".

uncem fondi pedaggi autostrade
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m.g.
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