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Ceva
2020-01-24
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Ceva: cordoglio per la scomparsa

della professoressa Maria Grazia Oliveri

CEVA – Sono molti, nel Cebano, gli alunni ed i colleghi che la ricordano per il suo sorriso e per la sua disponibilità ad ascoltare. Ceva saluterà sabato mattina la professoressa Maria Grazia Oliveri: si è spenta giovedì, all'età di 69 anni, dopo una malattia. Aveva insegnato alle scuole Medie di Ceva, poi, per tanti anni, all’Istituto “Baruffi” di Mondovì e Ceva dello stesso capoluogo cebano. Lascia il marito Silvio Ferrero, ex presidente del Lions Club di Mondovì, la figlia Francesca e la sorella Paola.

Stasera (venerdì) ci sarà un momento di preghiera con il rosario in Duomo, domani (sabato), alle 10 i funerali nella stessa chiesa in centro, a Ceva.

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Ceva Oliveri
Mondovì
2020-01-24
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Mondovì, scritta antisemita a casa Rolfi,

le reazioni del mondo politico e civile

MONDOVI' - Sono tante le reazioni all’episodio che ha portato Mondovì alla ribalta nazionale: nella notte la scritta antisemita comparsa sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di Lidia, partigiana deportata a Ravensbruck nel 1944, una delle grandi voci dell'orrore dei lager. La scritta "Juden hier", "qui ci sono ebrei", come nelle città tedesche durante il nazismo

Il sindaco di Mondovì Paolo Adriano in una nota ufficiale

«Un atto gravissimo che, da sindaco e da uomo, condanno fermamente. Un fatto vergognoso che offende ed indigna Mondovì, Città Medaglia di Bronzo al Valor Militare nella Guerra di Liberazione, e tutti i monregalesi. Ci stiamo organizzando per rispondere con un’apertura straordinaria della Sinagoga di Mondovì: invito, quindi, tutti a partecipare per esprimere non solo vicinanza e solidarietà alla Comunità Ebraica, ma per affermare con forza la nostra appartenenza ad una società civile e democratica e condannare pericolosi rigurgiti di antisemitismo. In attesa che vengano concluse le indagini per individuare e assicurare alla giustizia i responsabili del gesto, esprimo – a nome mio, dell’Amministrazione tutta e della cittadinanza – solidarietà alla Comunità Ebraica, al nostro concittadino Aldo Rolfi e a tutta la famiglia, da sempre impegnata – in memoria della mamma Lidia Rolfi, a cui è intitolata la scuola primaria di Piazza – nella testimonianza e nella tutela dei valori fondanti della nostra Costituzione. Ricordo, infine, che tra pochi giorni e con ancor più viva partecipazione Mondovì poserà due nuove pietre alla memoria di due concittadini deportati nei campi di concentramento».

Diego Boetti, Segretario Sezione di Mondoví, Lega Salvini Premier 

In merito alle scritte antisemite sulla casa di Aldo Rolfi, a nome della sezione della Lega di Mondovi, esprimo la massima solidarietá alla famiglia Rolfi e condanno duramente questo atto becero segno di inciviltà ed ignoranza, che rappresenta una squallida e vigliacca provocazione.

La ministra Fabiana Dadone, di Mondovì

«Quello di Mondovì è un atto gravissimo, inaccettabile, vergognoso. Un gesto che mi fa particolarmente male, visto che parliamo della mia città. Dobbiamo sempre tenere alta l'attenzione contro comportamenti che non possono assolutamente essere minimizzati né considerati una semplice bravata.  Ne va dei fondamenti del nostro vivere civile, dell'essenza della democrazia che ci ha regalato decenni di pace e benessere”.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio

“A nome della terra che rappresento e che ha pagato con tante vite il rispetto e la difesa della libertà, mi indigno per un gesto ignobile che il Piemonte condanna con la sua storia e con i suoi sacrifici. Spero che i responsabili vengano individuati al più presto e puniti con il massimo rigore”.

Lo storico Bruno Maida, amico di Aldo Rolfi

 “Ho attraversato questa porta molte volte. Ci abitava la mia amica Lidia Beccaria Rolfi. Oggi ci abita Aldo, suo figlio. La scritta è apparsa oggi, dopo che Aldo è intervenuto su un giornale locale per ricordare sua madre. Al di là della patente ignoranza - Lidia fu deportata a Ravensbruck come politica - è uno dei molti segnali che ci dovrebbero fare alzare la voce per ricordare a tutti che essere antifascisti è il primo dovere della memoria che abbiamo”.

Michele Pianetta (Anci Piemonte) 
"Giudico scandalose e inaccettabili le scritte antisemite apparse a Mondovì. Si tratta di un gesto che offende profondamente la comunità cuneese e non solo la memoria di Lidia Rolfi, che fu testimone importante degli orrori della Shoah e che, nel dopoguerra, si dedicò alla sua comunità prima come insegnante e poi come consigliera e assessora comunale. Ancora una volta ANCI Piemonte condanna fermamente ogni manifestazione di odio".
Così il vicepresidente di ANCI Piemonte Michele Pianetta, vicesindaco di Villanova Mondovì, a margine dell'episodio occorso nelle scorse ore.
"
Ricordo con grande affetto il rapporto di stima che legò Lidia Rolfi al mio bisnonno, Primo Silvestrini, primo sindaco di Mondovì dopo la Liberazione. La storia di Lidia è anche la storia della nostra comunità. Ecco perché, nel condannare situazioni di questo tipo, dobbiamo assolutamente restare uniti", conclude Pianetta. 

Stefano Casarino, Anpi Mondovì

A soli tre giorni dal Giorno della Memoria, quando a Mondovì è ancora vivo il ricordo della recente e inaspettata visita di Liliana Segre (14 dicembre scorso), sulla casa di Lidia Rolfi Beccaria è comparsa una scritta tremenda, “JUDEN HIER!”, e sotto è stata dipinta la Stella di Davide: e così ritorniamo indietro di ottant’anni, storicamente; ma culturalmente ed eticamente regrediamo alla barbarie più abietta.

Non è il momento di riflessioni sociologiche o intellettualistiche (“che ignoranti! Lidia non era ebrea, ma staffetta partigiana e come tale deportata a Ravensbrück come politica”); non è il momento di minimizzare o mostrare alcuna forma di cautela o di attendismo.

È, invece, il momento di chiamare le cose col loro nome e di dirlo forte e chiaro: questa non è una bravata, non è una ragazzata! Questa è un’infamia, una vergogna inqualificabile, per la nostra Mondovì e per tutti noi che non siamo né vogliamo essere minimamenti collusi col nazifascismo, con l’antisemitismo e col razzismo.

Aprano finalmente gli occhi coloro che fanno finta o non sono capaci di vedere in che tempi stiamo tornando a vivere.

Svegliamoci tutti, perché a forza di dire che la storia non si ripete, constatiamo invece che sta proprio avvenendo sotto i nostri occhi e anche in luoghi tranquilli come la nostra città, che ora balza agli onori delle cronache nazionali per questa, ripeto, infamia.

Ma alle parole devono seguire i fatti, coerentemente e velocemente: andiamo stasera alle ore 21 al presidio antifascista davanti a casa Rolfi; partecipiamo alla fiaccolata che si organizzerà presumibilmente lunedì prossimo; teniamo aperta la nostra bella Sinagoga di Piazza; acceleriamo l’iter per concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre.

Reagiamo, insomma, non restiamo inerti e in silenzio.

Già una volta hanno prevalso ignoranza, intolleranza, violenza e follia. Dimostriamo concretamente e subito di avere tutti gli anticorpi per contrastare l’insorgere di questa nuova, tremenda malattia delle menti e degli animi. La credevano debellata, ma non lo è affatto: rendiamocene conto!

La consulta femminile del Comune di Mondovì

«Con riguardo a quanto si è verificato nella nostra città questa mattina, la Consulta femminile del Comune di Mondovì vuole esprimere la propria indignazione e condannare fermamente questo fatto gravissimo. Come donne e cittadine Monregalesi vogliamo, inoltre, manifestare tutta la nostra solidarietà alla famiglia di Lidia Rolfi».

Il Circolo del Partito Democratico di Mondovì

«Unitamente ai Consiglieri Comunali Paolo Magnino e Stefano Tarolli (‘Mondovì a Colori’), esprime il più profondo sdegno per il gravissimo episodio – avvenuto la notte scorsa e riportato, questa mattina, da svariati organi di stampa, locali e nazionali – consistito nell’apposizione di una scritta in lingua tedesca, “Juden Hier” (“Qui Ebrei”) sulla porta di ingresso di quella che fu l’abitazione dell’indimenticata Lidia Beccaria Rolfi. Innanzitutto, va la piena solidarietà alla famiglia di Lidia – partigiana deportata nel campo di Ravensbruck – una delle voci più vive, appassionate ed autentiche nella perpetuazione dei valori dell’antifascismo, nella lotta ai totalitarismi e nella difesa dei diritti dell’uomo: alcuni suoi testi – su tutti ‘Le Donne di Ravensbruck’ e ‘L’esile filo della memoria’ – rappresentano, ancor oggi, pietre miliari di un percorso di ricordo del tragico passato della Shoa, ma soprattutto un forte monito per le generazioni future. Vi è poi lo sconcerto per il fatto che – proprio con l’approssimarsi del Giorno della Memoria – la nostra Città, profondamente anti-fascista nonché ‘Medaglia di bronzo alla Resistenza’, sia sia stata, suo malgrado, teatro di un episodio grave ed eclatante, che preoccupa non solo per il fatto in sé, ma soprattutto per la sua valenza simbolica. Rimane la certezza che i cittadini monregalesi, strenui difensori dei valori più profondi della Resistenza e della Costituzione Repubblicana, sapranno affermare, ora e sempre, questi saldi principi, affinché episodi di questa gravità non si ripetano mai più».

Il consigliere comunale di Mondovì Giampiero Caramello, capogruppo di Forza Italia

A nome personale e di tutto il coordinamento di Forza Italia Mondovì, esprimo la massima vicinanza e solidarietà al Sig. Aldo Rolfi, ai Suoi Familiari ed all’intera Comunità Ebraica per le scritte antisemite sulla porta dell’abitazione della nostra compianta concittadina, Lidia Rolfi.

Da cittadino, da consigliere comunale della mia città e da Coordinatore Cittadino di un partito che ha costruito e fondato la propria storia sugli ideali di libertà e del rispetto di ogni persona sono profondamente indignato ed amareggiato.

E’ un atto vergognoso, un fatto gravissimo, che condanno pesantemente e che offende l’immagine dell’intera comunità monregalese, non solo a livello locale ma anche a livello nazionale. Mondovì è una città aperta, rispettosa e solidale con tutti.

Troppe vite sono state sacrificate in passato per il rispetto e la difesa della libertà e questo è uno “schiaffo” per coloro i quali hanno pagato con la morte una vergognosa persecuzione.

La storia non deve e non può dimenticare la disperazione che si racchiude nella parola “olocausto” e i drammi che si sono vissuti nel passato non possono e non devono più ritornare.

Confido nel lavoro serio e rigoroso delle Nostre Forze dell’Ordine e mi auguro che riescano ad individuare gli autori di questo gesto infame nel più breve tempo possibile. 

Il segretario nazionale del PD, Nicola Zingaretti

«"Juden hier", qui abita un ebreo. È accaduto a Mondovì, in provincia di Cuneo. Sulla porta di casa della famiglia di, una staffetta partigiana e testimone dell'Olocausto, ieri qualcuno ha lasciato una scritta antisemita. Come quelle usate dai nazisti durante i rastrellamenti per deportare gli ebrei nei campi di concentramento. Ecco dove porta la cultura dell'odio. Cosa altro deve accadere per capire che dobbiamo mobilitarci tutti contro questa follia che ci porta indietro? Un abbraccio immenso a tutta la comunità ebraica. Non siete soli. Sostituiamo l'intolleranza, l'odio,la violenza, l'arroganza con la fiducia, il rispetto, la speranza, la passione. Cosi si costruisce il futuro migliore per tutte e tutti».

Il sindaco di Cuneo Federico Borgna

«Un atto ignobile e vergognoso. Un gesto figlio di toni e comportamenti che purtroppo la politica sta assumendo in questo periodo e che fa sentire qualcuno legittimato a commettere queste vigliaccate. Permettetemi il termine poco istituzionale, una vera porcata». Dure parole di condanna da parte di Federico Borgna, Sindaco di Cuneo e Presidente del Comitato a difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, al gravissimo episodio di antisemitismo ai danni dell'abitazione del monregalese Aldo Rolfi, figlio della partigiana Lidia. Un rapporto stretto lega da sempre Cuneo, Città Medaglia d'Oro per la Resistenza, alla famiglia Rolfi. A Lidia, deportata nel lager di Ravensbruck nel giugno del 1944 e liberata nell'aprile del '45, è dedicata la Scuola Primaria di Viale Angeli. Il figlio Aldo, che in memoria della madre ha continuato l'opera di testimonianza e tutela dei valori fondanti della nostra Costituzione, è stato più volte ospite delle scuole cuneesi per raccontare ai giovani l'orrore del fascismo e della persecuzione.
«Esprimo a nome mio e dell'Amministrazione Comunale, la nostra vicinanza e solidarietà ad Aldo Rulfi, alla sua famiglia e alla comunità ebraica - continua il Sindaco -. Atti spregevoli come questo non fanno parte di una società civile e democratica, sono rigurgiti pericolosi verso i quali non dobbiamo rimanere indifferenti. A pochi giorni dalle celebrazioni per la Giornata della Memoria, faccio mio un appello della Senatrice Liliana Segre: 'Indifferenza è quando nessuno ti parla, nessuno ti vede, nessuno ti pensa, nessuno ti aiuta, tutti voltano la testa dall'altra parte. E invece appunto bisogna conoscere, denunciare, reagire'».

Il deputato Pd Chiara Gribaudo

«La scritta comparsa a Mondovì sulla porta di casa di Aldo Rolfi, impegnato da sempre per trasmettere la testimonianza della madre staffetta partigiana deportata Lidia Rolfi, è un atto senza precedenti in questa terra in cui tanto sangue è stato versato dai partigiani e dove in tanti hanno combattuto e rischiato la propria vita per proteggere gli ebrei dalla deportazione. Il clima d'odio in cui viviamo sta distruggendo la memoria e vuole riportare l'Italia alle leggi razziali del 38. Solidarietà alla famiglia Rolfi, la Granda è antifascista e non li lascerà soli. Serve una grande risposta democratica e civica a questa infamia».

Il senatore Pd Mino Taricco

«Un grande abbraccio e la mia più sincera vicinanza ad Aldo Rolfi e alla sua famiglia per l’ignobile provocazione di stanotte. Rivedere e rileggere “qui ebrei” ci riporta alla memoria episodi e clima che vorremmo fosse stato definitivamente cancellato da questo mondo. E non riesco ad immaginare cosa possa voler dire per Aldo e i suoi cari. Credo che tutti coloro che hanno a cuore il bene delle nostre comunità dovrebbero condannare con forza e stringersi in un grande abbraccio ideale a Lidia ed a tutti suoi familiari, per dire, e per dirci, che vogliamo un altro Paese e che faremo di tutto perché simili ignobili provocazioni non trovino spazio, e siano affrontate con l’energia che la gravità richiede. Tutti insieme dobbiamo bandire la paura e la rassegnazione l’ignavia.
Rimane lo sconcerto e l’amarezza».

Il Circolo delle Idee di Mondovì

Il Circolo delle Idee apprende con forte rammarico e profonda desolazione quanto accaduto nella nostra città questa mattina: intendiamo pertanto esprimere estrema solidarietà alla famiglia di Lidia Rolfi condannando il gesto antisemita.
È d'obbligo che anche i giovani prendano le distanze da quanto accaduto sottolineando in maniera categorica i valori di democrazia, libertà e pluralismo che troppo spesso sono messi in discussione, osservando che purtroppo nulla può essere dato realmente per scontato.
Siamo di fronte ad una manifestazione di inciviltà alla quale è necessario rispondere con fermezza rispettando la Storia e le Vite compromesse.

Circolo "Dante Di Nanni" Rifondazione Comunista Mondovì
Il circolo monregalese di Rifondazione Comunista, che da sempre combatte con i suoi piccoli mezzi e le sue forze ogni forma di fascismo e di razzismo e non esita mai a riconoscere le parole, gli atteggiamenti, i fatti che rievocano uno dei periodi più terrificanti della nostra storia, esprime la sua totale vicinanza alla famiglia di Lidia Rolfi colpita da un gesto ignobile, plateale e determinato a offendere.
Parteciperemo questa sera alla fiaccolata accanto alla casa di Lidia Rolfi, nella strada che porta il suo nome e che conosciamo bene. Vorremmo coprire quella scritta infame sulla porta e poter scrivere “Qui ha vissuto una donna straordinaria”.
 
 

 

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