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Langa
2019-11-04
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Clavesana alluvionata nel 1994
Venticinque anni fa la Grande Alluvione:

i testimoni, i ricordi, gli eventi per non dimenticare

Per celebrare le 29 vittime del 1994, ripercorriamo le storie di chi non può dimenticare

Dire “un quarto di secolo” sembra un’infinità di tempo. I 25 anni trascorsi dall’alluvione più devastante che il Cuneese ricordi, però, rappresentano un dramma talmente “pesante” che il tempo, nelle menti dei protagonisti, sembra esser passato lento. Così i ricordi, la memoria di chi non c’è più restano più impressi nelle menti di chi ha vissuto giorni drammatici, curvo, con la pala in mano, a cancellare il fango che ricoprì tutto, seminando distruzione e  morte. I morti del ‘94, nel Cuneese, furono 29, molti di questi nel Cebano e nella Langa monregalese. E i territori li ricorderanno. Lo faranno nei prossimi giorni con il rispetto, prima di tutto, per chi ha perso i propri cari, alcuni nel tentativo di salvare altre vite. Ricordiamo qui quel triste periodo in cui “Provincia granda” seguì e raccontò i fatti del ’94, anche con un’edizione speciale uscita poche ore dopo il disastro. Vogliamo mantenere vivo il ricordo perchè si capisca che la prevenzione, nel campo della Protezione ambientale, è fondamentale. Molto è stato fatto, da allora, ed il Cuneese è stato esempio di organizzazione ed efficacia, evitando altri disastri, sebbene non siano mancati altri danni legati all’esondazione di torrenti e fiumi (nel 2010 e nel 2016 per esempio). Tutto iniziò la sera del 4 novembre di 25 anni fa, da Ormea, all’alba, con il torrente Armella che iniziava a dare i primi segnali di quella che sarebbe diventata la grande alluvione. Alle 10 del giorno dopo si cominciava a capire la dimensione dell’apocalisse, giù, a valle, verso il Cebano, con sindaci eroi (Giovanni Taramasso, primo cittadino di Ceva portò a casa gli studenti con la propria auto, usando buon senso, prima di tutto) e tanti altri gesti di solidarietà umana. Come quella che è costata la vita a Livio Taricco, di Narzole: salvò, con il proprio trattore, un automobilista, poi restò appeso ad un albero tutta la notte e morì nel Tanaro. Giovanni Quaglia, allora presidente della Provincia di Cuneo, l’assessore Marco Botto (di Mondovì), gli amministratori si trovarono di fronte ad un evento epocale, mai registrato con queste dimensioni. Impreparata la macchina dei soccorsi. Poi ci fu la fase della ricostruzione, con altre immagini, altri impegni civici: come dimenticare il sindaco alpino Francesco Rocca (di Bastia) che pose la propria tenda in frazione Isola per protesta sui ritardi pubblici? Tante storie, tanti volti. In queste pagine abbiamo cercato di ricordare quei momenti facendo raccontare ai diretti protagonisti il dramma di quei giorni che non devono più ripetersi.

LA LANGA MONREGALESE

Lorenzo Monti, Giuseppe Peisino, Giuseppe Borra, Adriano e Giuseppe Bonino sono i clavesanesi che persero la vita in seguito all’esondazione del Tanaro. Il paese simbolo dell’alluvione li ricorderà martedì 5 novembre a partire dalle 15,30 quando la Sala Polivalente degli Uffici Comunali ospiterà un incontro con la delegazione di Rogno, comune gemellato con Clavesana che nel 1994 intervenne con i propri volontari nella ricostruzione degli impianti sportivi. Dopo la Santa Messa delle 18 in ricordo delle vittime dell’alluvione nella chiesa di Madonna della Neve, i cittadini alle 18,45 si raduneranno davanti al vicino Monumento alle Vittime dell’Alluvione dove sarà deposta una targa. Da lì, alle 19, partirà la fiaccolata su un percorso che toccherà le zone colpite dall’esondazione: la stele commemorativa in Località Borra e il ponte sul Tanaro da cui avverrà il consueto lancio dei fiori nel fiume. Fiori saranno lanciati anche da un altro ponte, quello all’ingresso di Farigliano, dove domenica 3 novembre termineranno le celebrazioni dell’Unità d’Italia iniziate con la Messa delle 10,30 e i discorsi davanti al Monumento ai Caduti alle 11,15. Ad essere ricordati Gianfranco Milano, insegnante 40enne residente a Mondovì, che nella sera di sabato 5 novembre 1994 trovò la morte assieme a sua mamma Maria Mancardi (70 anni) precipitando dal ponte Maccagno. Sempre nella voragine apertasi sul collegamento tra Farigliano e Piozzo conobbero la loro fine due uomini di nazionalità albanesi, Haki Leknikaj e Dorian Gjata, che persero la vita nella città dei Gat Ross proprio come il 67enne di Marsaglia Rinaldo Voarino e il 54enne di Torino Angelo Pignataro.   

A BASTIA LA MOSTRA FOTOGRAFICA,

A TORRE IL RICORDO DI MARIA

Una mostra fotografica sull’alluvione, a Bastia, in biblioteca: sarà aperta a partire da venerdì 1° novembre e visitabile per tutto il mese. Inoltre Bastia prepara anche un pranzo benefico, che si svolgerà prossimamente, il cui ricavato verrà destinato a chi ha subito danni nel corso della recente alluvione che ha colpito l’Alessandrino. 

A Torre Mondovì, come ogni anno, domenica 3 novembre, insieme ai Caduti, verrà ricordata anche la vittima dell’alluvione Maria Robaldo. La cerimonia si svolge alle 11 in piazza del Municipio. Subito dopo verrà deposto un mazzo di fiori nel luogo della tragedia.

A CEVA: VENERDÌ SERATA AL CFP

Martedì sera, a Ceva, la sera del 5 novembre, data simbolo dell’alluvione ’94, alle 20, il Campanone suonerà 29 rintocchi a lutto, uno per ciascuna delle vittime di 25 anni fa. Venerdì 8 novembre, alle 21, nel salone del Cfp, serata con video e i racconti degli ex sindaci Gianni Taramasso (nel ’94) e Alfredo Vizio, primo cittadino che si occupò della ricostruzione.

VALLE TANARO: LE TESTIMONIANZE

Martedì 5 novembre Garessio ricorderà l’alluvione del 1994. Il programma prevede alle 17,30 al cinema Excelsior la proiezione del documentario “Acqua e terra - la grande alluvione del Piemonte” del regista Federico Moznich. Cui seguiranno le testimonianze dei protagonisti garessini di quell’emergenza che si confronteranno portando le loro testimonianze. Sarà inoltre presentato il Piano di Protezione Civile Comunale messo a punto nei mesi scorsi dall’attuale amministrazione. Seguirà un piccolo rinfresco. E in serata, alle 21, la giornalista Paola Scola presenterà il suo ultimo libro “Più forti dell’alluvione”.

«Sono ormai passati 25 anni da quel 5 novembre 1994 – commentano gli amministratori -. Una data indelebile nella memoria di tutti noi. Garessio in quell’occasione non ha contato vittime, ma i danni sono stati enormi e solo la forza di volontà dei cittadini e la solidarietà di tanti volontari hanno rimesso in moto Garessio».

A NARZOLE IL RICORDO DI LIVIO TARICCO

Nei mesi successivi alla morte di Livio Taricco, il narzolese che salvò la vita di uno sconosciuto la notte del 5 novembre 1994, lo Stato celebrò il suo sacrificio  con una medaglia d'oro al Merito civile. Il sindaco Federico Gregorio, figlio di Ugo, primo cittadino di allora, gli dedicherà, domenica, la cerimonia con cui, alle 11, il paese ricorderà il dramma dell’alluvione.

 

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
Alluvione 1994 ricordo commemorazione Tanaro
Articolo scritto da:
g. sca.
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IL FONDO
La caduta del muro di Berlino è uno di quei momenti della storia in cui ognuno ricorda dove fosse quando accadeva. Come per il crollo delle ...