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2019-10-09
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Taglio parlamentari:

prendiamo le cose buone?

C’era una persona a me cara che diceva: «Non vado più a votare alle politiche fino a quando non diminuiscono il numero di parlamentari». L’ha detto per anni, non l’ha più fatto per problemi di salute, ora non lo potrà più fare. Sarebbe contento dopo l’approvazione del disegno di legge costituzionale che riduce i deputati a 400 dai 630 attuali ed i senatori a 200 dagli attuali 315. Solo 14 i contrari e 2 astenuti. Servirà? Soprattutto per dare un segnale, dicono in molti. Spero che dia una scossa per cambiare un sistema elettorale in cui dobbiamo scegliere tra nomi di listini bloccati dagli stessi partiti. Il costituzionalista Sabino Cassese sostiene che il risparmio (550 milioni per Di Maio, 57 per le opposizioni) sarà “minimo rispetto alle spese pubbliche, come il costo di un F-35”. Intanto cambiano le proporzioni di rappresentanza in Parlamento, bisognerà anche diminuire i rappresentanti delle Regioni? La conseguenza della riforma: allontanerà i rappresentanti dai rappresentati, gli eletti dagli elettori, perché occorrerà un numero più alto di voti per essere eletti (l’estensione del voto a 16 anni acuirebbe il problema). Suggerisce di tornare a un proporzionale puro, invece di un proporzionale con una quota di maggioritario, com’è la legge oggi vigente. La riforma ha cose più e meno buone: non è che una volta cerchiamo di sfruttare soprattutto le prime?

Taglio parlamentari legge elettorale
Articolo scritto da:
g. sca.
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