Cerca
Mondovì
2019-10-09
condividi
Paroldo: la donna condannata per l’omicidio

di Severino Viora è evasa dagli arresti domiciliari

Lunedì ha appreso la notizia che la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso: avrebbe dovuto tornare in carcere

PAROLDO – Nel 2018 era stata condannata, in Corte d’Assise, a 21 anni di carcere per l’uccisione del marito, Severino Viora, trovato nel 2016 in un noccioleto privo di vita. Dopo il carcere, era stata messa agli arresti domiciliari in una Casa Protetta alla periferia di Torino, in attesa della sentenza definitiva, arrivata lunedì e la decisione della Corte di Cassazione, per lei, era negativa. Ora Assunta Casella, 60 anni, è evasa e la stanno cercando le forze di Polizia di tutta Italia. Si aggiunge un altro incredibile tassello nella storia di questa donna che non ha mai ammesso l’omicidio. Lunedì la Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dai suoi legali. Avrebbe dovuto tornare in carcere, ma da martedì la donna è sparita

Per la determinazione della pena i giudici non hanno tenuto conto dell’aggravante del “mezzo insidioso”, ovvero del sonnifero che secondo l’accusa la donna avrebbe somministrato al marito per addormentarlo prima di soffocarlo, mentre la premeditazione è stata considerata equivalente con le attenuanti generiche.   Secondo la ricostruzione del pm, la Casella il 6 giugno di tre anni fa aveva narcotizzato  e poi soffocato il marito, nascondendolo  temporaneamente nella legnaia. Il movente? “Voleva rifarsi una vita”. Nella notte fra il 7 e l’8  la donna aveva trasferito il cadavere nel noccioleto vicino a casa, trasportandolo su una carriola, e ricoprendolo con un cumulo di materiale per nasconderlo. Ai famigliari preoccupati per la scomparsa di Viora l’imputata aveva dapprima raccontato che se n’era andato di sua spontanea volontà “a farsi una vacanza” con una presunta amante rumena, cercando di sviare le indagini. Una volta accortasi, però, che la situazione le stava sfuggendo dal controllo, aveva anche inutilmente tentato di spostare il cadavere.

Quando il giudice ha chiesto all’imputata se aveva qualcosa da dire, lei ha sussurrato: «Non ho fatto nulla».

LA STORIA SU PROVINCIA GRANDA: http://www.provinciagranda.it/dettaglio.php?id=4683

http://www.provinciagranda.it/dettaglio.php?id=4649

http://www.provinciagranda.it/dettaglio.php?id=2955

 

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
Casella Paroldo evasa tribunale sentenza Cassazione omicidio
SOCIAL
IL FONDO
C’era una persona a me cara che diceva: «Non vado più a votare alle politiche fino a quando non diminuiscono il numero di parlam...