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2019-10-03
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Codice rosso, necessari aggiustamenti

Come abbiamo lodato, su queste colonne, l’approvazione del “codice rosso”, oggi corre l’obbligo di indicare una difficoltà tecnica che sta quasi bloccando le buone intenzioni di una legge necessaria per le donne e tutti i soggetti più deboli. Si parla del ddl che dispone le misure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. Impone regole strette e tempi (3 giorni dalla denuncia) per “aiutare” le vittime e non ignorarle, ma quelle stesse direttive stanno soffocando l’operatività. Con l’entrata in vigore del decreto si sono moltiplicate le denunce di violenza contro le donne e sono in costante aumento, anche alla procura di Cuneo. La carenza di personale può far correre il rischio di depotenziare gli strumenti di tutela della vittima e prevenzione dei reati. Solo a Milano siamo ad una media di 40 al giorno, a Napoli 30, a Roma 20. Ciò dimostra che le donne sono incoraggiate dalla legge a rivolgersi alla Polizia o ai Carabinieri, ma siamo sempre, purtroppo, nel paese del “fatta la legge, non trovato l’inganno, ma una legge incompleta”. Pensate spesso per aumentare un consenso elettorale che porta benefici nell’immediato (anche se questo non è il caso perchè ideato dal ministro Buongiono che non è più ministro), poi risulta controproducente o maldestra. Nessuno, vuole contestare il codice, ma il problema è come gestirlo. Chi si opporrebbe alla possibilità di inchiodare presto violenti e vigliacchi che se la prendono con i più deboli? Se, però, l’urgenza si trasforma in difficoltà, il violento continuerà a fare soprusi e la donna debole continuerà a temere una protezione che non c’è. E alla fine il violento, in cuor suo, saprà sempre che qualcosa, alla fine, otterrà. Occorre un aggiustamento al codice, ma, per ora, non si sentono annunci in merito.

 

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codice rosso commento procure
Articolo scritto da:
g.sca.
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