Cerca
Mondovì
2019-08-09
condividi
Foto Fabio Cimaglia LaPresse
Salvini stacca la spina al Governo,

si va ad elezioni anticipate?

Le reazioni dei politici locali alla crisi dell’Esecutivo gialloverde

Nella giornata di ieri si è aperta ufficialmente la crisi del governo Lega-Cinque Stelle. Lo strappo sul Tav sembra essere stata la classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, con il vicepremier Salvini che da Pescara, in serata, ha dichiarato conclusa l’esperienza nata con il contratto di governo sottoscritto ad inizio giugno 2018, dopo quasi tre mesi di stallo dalle votazioni.

Il presidente del Consiglio Conte è già salito al Quirinale per riferire al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ora dovrà decidere il da farsi. Prima di sciogliere anticipatamente le Camere, sicuramente occorre un confronto in Parlamento. In mattinata è arrivata anche una mozione di sfiducia a Conte presentata dalla Lega in Senato. Se è vero che pochi giorni fa l’Esecutivo aveva incassato la fiducia al momento del voto sul decreto sicurezza bis, è vero anche che ora il dado pare tratto, e tutte le forze politiche in pratica si sono dette pronte a cominciare la campagna elettorale. In caso di elezioni anticipate, si potrebbe votare già ad ottobre, perché entro fine anno il Paese dovrà approvare una legge di bilancio, con lo spettro di sanzioni dall’Europa e aumento dell’Iva all’orizzonte.

Le reazioni, come ovvio, non si sono fatte attendere, anche da parte dei parlamentari delle nostre zone.

«Le accuse sono state lanciate dalla spiaggia – così la monregalese Fabiana Dadone (M5S) – questo Governo non era in spiaggia ma ha sempre lavorato nelle sedi istituzionali nel rispetto degli italiani. Si smetta di dire che era il “Governo dei no”, questo Esecutivo ha portato avanti tanti progetti importanti per il Paese, cito da ultimo lo sblocco della Cuneo-Asti».

«La maggioranza è ormai dilaniata – dichiara il monregalese Enrico Costa (Forza Italia) – da mesi era venuta a mancare l’unità di intenti sui banchi della maggioranza, più volte in disaccordo su riforma della giustizia e manovre economiche, per non citare i più eclatanti casi Siri e Tav. Credo che l’unica via sia il voto, Salvini si è già praticamente autoproclamato candidato premier, sarà lui a decidere la coalizione».

«Sottoscriviamo appieno le parole del vicepremier Matteo Salvini – si limitano a dichiarare Flavio Gastaldi e Giorgio Bergesio della Lega -, ora la parola torni agli elettori, non si può andare avanti con una maggioranza fatta di liti, “no” e sfiducia».

«Hanno giocato con i soldi degli italiani – è il pensiero del senatore Pd Mino Taricco -, e ora se ne vanno prima di pagare il conto. Hanno capito che tutte le loro promesse non sarebbero state sostenibili dal punto di vista economico, ma questo giochetto costerà caro agli italiani».

 

 

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
crisi governo reazioni politica
SOCIAL
IL FONDO
La vicenda del carabiniere ucciso a Roma è grave, pesante, importante e si rischia un corto circuito dei ragionamenti se non ci si attiene p...