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2019-07-31
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I fatti contano

La vicenda del carabiniere ucciso a Roma è grave, pesante, importante e si rischia un corto circuito dei ragionamenti se non ci si attiene prima di tutto ai fatti. In questo caso il “circo mediatico”che noi giornalisti alimentiamo per primi è sempre deleterio. Un giovane americano ha ucciso un uomo dello Stato da tutti conosciuto con qualità umane che vanno al di là della solita tiritera di ”quanto era buono in vita”. C’è l’indagine sulla dinamica di quella maledetta notte (alcuni punti da chiarire) e c’è la fotografia di uno degli aggressori americani in caserma. Questi sono i fatti. Si è arrivati a mettere sullo stesso piano Mario Cerciello Rega, accoltellato, e l’indagato con la benda sugli occhi, invitando a scegliere da che parte stare. Questo è insopportabile. Sono piani diversi e solo restando ai fatti non tutto diventerà “caciara”da social. Ha ragione Nistri, comandante generale dell’Arma: «Non diamo un’altra coltellata al povero brigadiere». Lo faremmo se non stessimo solo ai fatti, cercando di avere fiducia negli inquirenti. Il resto è bailamme, perchè dai vertici dell’Arma è subito scattata la denuncia alla Procura di Roma per abuso dei mezzi di costrizione.

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