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2019-07-24
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Là dove le strade piangono

Guardare la galleria incompleta dell’Armo - Cantarana, sotto alla boscaglia della frazione di Ormea, produce pensieri. La prima volta che percorsi la Salerno – Reggio Calabria fu almeno 45 anni fa. Era la farsa di un’autostrada, oggi è migliorata, ma quanto tempo è trascorso prima che avesse una dignità vera? Altro pensiero, inevitabile, ad oltre 800 chilometri di distanza: siamo nella terra piemontese dei grandi vini e del tartufo, ma la Cuneo – Asti il presidente del Consiglio Conte ed il ministro Toninelli, in visita nel Cuneese, l’hanno vista che finisce in un campo di mais, nel nulla. E si sono anche stupiti. Nel “profondo”Piemonte capita anche che una città come Mondovì (una delle cosiddette “sette sorelle”) non abbia ancora la circonvallazione completata. Possibile? Eccome, se si pensa che quel “foro”ritinteggiato di bianco e blu che sabato mattina ha raccolto di fronte a sé imprenditori, amministratori e giornalisti è fermo da 27 anni e “pensato”40 anni fa. Se siamo convinti che con il pessimismo non si vada da alcuna parte, siamo anche convinti che i 304 milioni per far diventare reale un progetto che Piemonte (a Ormea - Cuneo) e Liguria (a Pieve di Teco – Imperia) vogliono fortemente, occorre trovarli presto. Perchè se oggi l’ok al progetto da parte del ministro Toninelli è in risposta a chi lo critica di dire sempre no (vedi Tav), dall’altra parte non c’è niente di più effimero, in Italia, degli stessi progetti, delle promesse e, a volte, dei governi. Una delle frasi che, sabato, più mi ha colpito, è stata pronunciata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: «L’aria è cambiata, non siamo più i piemontesi che chiedono sommessamente e in modo educato….», lasciando intendere determinatezza e risoluzione inedita nel chiedere concretezza ad Anas, governo, burocrazia. L’esercizio, sempre utile, di andare a riguardare le raccolte dei giornali del passato, ci fa capire quanto i pericoli di progetti utili, ma abbandonati, sia concreto. È la molla che fa dire ad imprenditori del settore (logistica, trasporti, ecc.) che solo “noi pazzi cuneesi ci ostiniamo a continuare a fare impresa in un angolo dell’Italia dove la viabilità è da terzo mondo, roba da mettersi a piangere”. Lo dice, per esempio, Valter Lannutti, lo stesso imprenditore che, alle porte di Mondovì, ha impiantato la logistica che “guarda”al retroporto di Savona, dove la piattaforma Maersk è quasi pronta. Lui anche, il territorio e “il pubblico”molto meno. Non ci resta che sperare che il piglio di Cirio e delgi altri amministratori sia roba convincente e che porti a risultati concreti, con un occhio ad un’altra emergenza viaria da preservar:  la statale 28 già oggi oberata di traffico.

Traforo Armo Cantarana strade Cuneo-Asti Mondovì
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