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Mondovì
2019-06-20
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Nella foto, il cartello posto sulla vetrina del negozio di via Vico
Mondovì, il negozio di via Vico torna a vendere

cannabis light: «La Cassazione ci dà ragione»

Non è d'accordo il sindaco di Mondovì che aveva revocato il divieto di vendita proprio in virtù del pronunciamento della Corte Suprema

MONDOVI’ – Nei giorni scorso il sindaco di Mondovì Paolo Adriano ha revocato l’ordinanza che vietava la vendita della cosiddetta “cannabis light” nei negozi del territorio del Comune. La decisione si basa sul parere della Corte di Cassazione che, in pratica, condividerebbe e supererebbe i motivi alla base dell’ordinanza. Usiamo il condizionale perchè non tutti la pensano così. Per esempio negozio di via Vico che vende questo tipo di prodotti (ed altri), tant’è vero che, proprio in virtù di una diversa interpretazione del parere della Corte suprema ha deciso di tornare a vendere infiorescenze e resine (quelli nel mirino dell’amministrazione pubblica). «La tutela degli interessi sottesa all’adozione dell’ordinanza oggi può essere ben perseguita mediante l’applicazione della normativa nazionale - chiarisce il sindaco -. Ritengo che sia venuta meno l’esigenza di adottare uno strumento extra ordinem, meno efficace di quelli previsti dalla normativa nazionale». Secondo il movimento "pro cannabis legale". la revoca del sindaco è arrivata a pochi giorni dal deposito del ricorso al Tar del Piemonte presentato dal commerciante di Mondovì, secondo il quale sarebbe stato leso un legittimo diritto di vendita. 

Abbiamo provato a vedere se la vendita annunciata fosse effettiva ed acquistato 2 grammi di infiorescenza di cannabis sativa “Moon flower”in barattolo e 1,5 grammi di “Paul Walker” e relative cartine. Costo totale segnato sulla ricevuta 35 euro.

Siamo andati a chiedere direttamente ai gestori del punto vendita le ragioni della loro scelta.

Dopo l’ordinanza sindacale lei ha riattivato la vendita di cannabis light ed avvisa la clientela con tanto di cartello. C’era un’ordinanza che la vietava, confermata dal parere della Corte di Cassazione

«E’sbagliato: i prodotti sotto lo 0,5 di Thc non hanno effetto drogante e la Cassazione dice: non ci deve essere effetto drogante e la giurisprudenza che il limite è lo 0,5. Nel parere della Corte la frase finale dice: “Salvo che non abbiano effetto drogante”e questi prodotti non ce l’hanno, quindi sono lecitamente venduti. Tutti i sequestri fatti in precedenza, sono stati revocati, tutto dissequestrato, quindi anche noi abbiamo aperto. È come vendere la birra analcolica».

Mi scusi, ma qui siamo in assenza di certezza scientifica sulla non nocività di questi prodotti.

«Non è così, questi prodotti non sono considerati nocivi sulla base di studi specifici. In più non creano dipendenza. Ciò che è contestato è la modalità di vendita».

Che cosa vuol dire?

«Nel senso che ognuno è libero, una volta comprato questo prodotto, di farne l’uso che vuole».

Secondo lei un ragazzino che passa nel suo negozio e compra le infiorescenze, le usa come deodorante per ambienti?

«Se entro in un tabacchino e compro un coltellino, poi io che l’ho venduto non posso sapere che uso ne faccia. Se lo uso in modo sbagliato, stupido, non sarà colpa mia».

Ammetterà che è una cosa diversa.

«Rispondo che le campagne per gli alcolici, però, non si fanno, non c’è quest’attenzione, e si vendono anche ai minorenni senza tanti problemi. Fuori da questo negozio si è liberi fare quello che si vuole».

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
Mondovì cannabis light negozio sentenza ordinanza
Articolo scritto da:
g. sca.
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