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2019-05-25
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Al voto per 493 mila cuneesi

impegnati su tre fronti:

Europa, Regione e 179 Comuni,

127 sotto i 3000 abitanti

COME SI VOTA - LA GUIDA

Si torna al voto e l’elettore dovrà impegnarsi su tre fronti: Europa, Regione e Comuni (dove tocca il turno elettorale). Nella “Granda”sono chiamati alle urne 493.007 elettori cuneesi maggiorenni e si va nella cabine per scegliere il sindaco in 179 municipalità. Di questi saranno 127 quelli sotto i 3000 abitanti, 22 dai 3001 al 10000, uno (Busca) dai 10001 ai 15000, tre (Bra, Fossano e Saluzzo) dai 15001 ai 30000 abitanti ed uno, Alba, oltre i 30000. Sono, in tutto, 310 nel complesso i candidati sindaci in corsa. Nelle località sotto i 15.000 abitanti è previsto un solo turno elettorale, mentre nei Comuni sopra i 15.000 è previsto un potenziale ballottaggio. Nel caso di un’unica lista in corsa per il Comune, per eleggere il sindaco bisognerà raggiungere il quorum di votanti, vale a dire la metà più uno e fioccano le liste “amiche” create soprattutto per scongiurare il pericolo quorum. Urne aperte dalle 7 alle 23 e gli scrutini delle europee inizieranno subito dopo la chiusura delle sezioni, già̀ domenica notte.

Dopo 5 anni si rinnoverà il Parlamento europeo, l’unica istituzione dell’Unione eletta direttamente dai cittadini. La provincia di Cuneo fa parte della circoscrizione «Nord-Occidentale», che riunisce Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Lombardia: le 4 regioni sceglieranno 20 europarlamentari. C’è una soglia di sbarramento a livello nazionale del 4%. La particolarità: sui manifesti figurano anche i luoghi di nascita: i cuneesi sono appena 12 su 275.

COME SI VOTA

EUROPEE - SCHEDA GRIGIA

l voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa che vi verrà consegnata al seggio, un segno Xsul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.

E' possibile (non obbligatorio) esprimere da uno a tre voti di preferenza per candidati compresi nella lista votata.

ATTENZIONE! Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza.

Le preferenze si esprimono scrivendo, nelle apposite righe tracciate a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti compresi nella lista medesima; in caso di identità di cognome fra più candidati, si deve scrivere sempre il nome e il cognome e, se occorre, la data e il luogo di nascita.

REGIONALI – SCHEDA VERDE

Si tratta di elezioni a turno unico, non è dunque previsto il ballottaggio, come invece succede ai comuni superiori ai 15mila abitanti. Il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti, quindi anche solo un voto più degli altri, diventa presidente della regione Piemonte. Sono 50 i seggi a disposizione in Consiglio regionale, più quello del presidente. Il sistema di voto in Piemonte è in parte proporzionale (40 seggi su base provinciale) e in parte maggioritario (10 seggi assegnati al listino del candidato vincitore). Il candidato presidente ha dunque diritto a portare con sé in Consiglio 10 candidati del suo listino.

Si può votare indicando con un contrassegno il candidato presidente o il simbolo della lista regionale di riferimento. A fianco si trovano le caselle delle liste provinciali che sostengono la candidatura: si può scegliere una sola preferenza indicando il cognome (oppure nome e cognome) di uno dei candidati della lista provinciale votata. Per la lista regionale invece non si possono esprimere preferenze.
Il voto disgiunto è concesso: si può votare un candidato presidente e votare una lista provinciale abbinata a un altro candidato.

COMUNALI

La legge elettorale delle Comunali prevede la divisione in due segmenti fondamentali dei 3mila Comuni al voto: superiori e inferiori ai 15mila abitanti (in Sicilia il tetto è fissato a 10mila abitanti), con differenti modalità e operazioni di voto. In ogni caso è sempre necessario portare al seggio elettorale documento d’identità e tessera elettorale valida.

COMUNI SOPRA I 15 MILA ABITANTI

La scheda elettorale qualora ci si trovi in un Comune sopra i 15mila abitanti è azzurro e l’elettore può votare il candidato sindaco ed esprimere fino ad un massimo di 2 preferenze per i candidati consiglieri comunali. Accanto ad ogni simbolo, in aggiunta, vi saranno due righe bianche sulle quali l’elettore potrà scrivere il nome/ i nomi dei consiglieri scelti con la consueta regola della preferenza di genere. Il voto di preferenza, ricordiamolo, non è obbligatorio e si possono esprimere fino a due nomi al massimo, purché ai candidati di genere diverso pena l’annullamento della seconda preferenza. Si vota per il sindaco facendo un segno sul nome (uno solo) di uno dei candidati, mentre si vota per il Consiglio facendo un segno su uno dei simboli delle liste collegate ai candidati sindaco; si dichiara eletto al primo turno il candidato sindaco che ottiene più del 50% dei voti, mentre in Sicilia viene eletto al primo turno il candidato che ottiene più del 40% dei voti. Se ciò non avverrà, si dovrà andare al ballottaggio tra i primi due candidati sindaco come da risultato del primo turno. Nei comuni superiori ai 15mila il voto disgiunto è consentito, ovvero si può votare per una lista diversa da quelle collegate al candidato sindaco prescelto. Se si fa un segno su un simbolo di lista ma NON su un candidato sindaco, il voto viene esteso automaticamente al candidato sindaco collegato a quella lista.

COMUNI SOTTO I 15MILA ABITANTI

Come si vota ai Comuni sotto i 15mila abitanti è dettato sempre dalla legge elettorale delle Elezioni Comunali e prevede una modalità diversa e più semplificata: sulla scheda elettorale compare solo il nome del candidato sindaco con il simbolo della lista a cui è associato e il voto al candidato sindaco si trasmette automaticamente alla lista collegata, anche senza barrarla. Per tutti i comuni sotto i 15mila abitanti non è consentito il voto disgiunto tra sindaco e liste non collegate ad esso. A seconda dei comuni – con più o meno di 5mila abitanti – sulla scheda vi sono una o due righe bianche per i voti di preferenza al Consiglio Comunale: in tutti i comuni sopra i cinquemila abitanti sarà possibile dare due preferenze, purché a candidati di genere diverso, mentre nei comuni inferiori a cinquemila abitanti si può esprimere una sola preferenza. La lista vincente ottiene due terzi dei seggi, mentre si va al ballottaggio solo in caso di parità tra i due candidati. 

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