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Mondovì
2019-05-14
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«Chiusura dell’area di servizio di Mondovì,

una perdita enorme per 46 Comuni:

ci batteremo per le nostre ragioni»

Ballauri, presidente del Gal Mongioie, scrive alla direzione dell’autostrada A6

MONDOVI’ - «Il sottoscritto Giuseppe Ballauri, presidente del G.A.L. Mongioie s.c. a r.l., in rappresentanza dei propri 46 Comuni esprime disappunto all’ipotesi di chiusura prospettata all’area di servizio di Mondovì Ovest». Così inizia la lettera che il numero uno del Gruppo di Azione di un’intera area geografica che va dalle Langhe al confine con la Liguria ha scritto alla direzione dell’Autostrada dei Fiori. Il tema è la paventata chiusura delle aree di servizio sulla A6 e, in particolare della Mondovì Ovest. La ragione: il piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio varato dal decreto interministeriale del 2015 dal Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e dal Ministero dello sviluppo Economico

«Se ciò accadesse – si legge nella lettera - il territorio del G.A.L. Mongioie subirebbe una perdita enorme, vanificando anni di strategia tesa al recupero dei prodotti tipici, vere eccellenze del territorio, autentici ambasciatori di un programma di lungo corso voluto e perseguito con tenacia». Poi di entra nel particolare della gestione storica della Mondovì Ovest: «In quest’ambito, da due generazioni, la famiglia Chiera cura e gestisce l’area di servizio Mondovi Ovest e, grazie alla passione che da sempre la contraddistingue, ha saputo trasformare il punto di ristoro in autentica vetrina del territorio. Nel corso degli anni l’autogrill di Mondovì Ovest è divenuto un ufficio turistico in autostrada, un presidio fondamentale per conoscere le tante produzioni dei nostri luoghi e, al contempo, punto di informazioni turistiche ed alberghiere per chi giunge e si appresta a testare una porzione di Piemonte che non potrà certo dimenticare tanto facilmente». Ballauri prosegue: «Ovviamente non si prescinda dall’aspetto occupazione conseguenziale alla chiusura dell’area di servizio. Il ridimensionamento degli autogrill in Piemonte rischia di creare ulteriore disoccupazione e non possiamo transigere su questo grave aspetto alla luce, soprattutto, della ricaduta sull’indotto che non merita assolutamente quest’ennesima battuta di arresto».

La conclusione: «Per tutte queste motivazioni il G.A.L. Mongioie che, in oltre 20 anni di attività ha portato avanti una politica di rivalutazione del proprio territorio e delle sue eccellenze non resta insensibile dinnanzi a proposte di “continui” tagli che colpiscono sempre e comunque quei territori che con grande facilità vengono definiti marginali. Così non siamo e non vogliamo diventare. I nostri sforzi incominciano a dare frutti importanti. Per questo chiedo, a nome dei Sindaci di 46 Comuni che compongono i confini del G.A.L. Mongioie che, lungi dalla chiusura dell’area in questione, si parli una volta tanto di potenziamento delle cose serie. E, su questa basi, ci batteremo per far valere le nostre ragioni».

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