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Mondovì
2019-03-11
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Mondovì: parte dal pronto soccorso del 'Regina' l'impiego di medici di base per i casi meno gravi
Iniziativa dell'AslCn1: più professionisti per cercare di ridurre i tempi di attesa

MONDOVI' - Partita lunedì mattina al Pronto soccorso di Mondovì (in via sperimentale) l'iniziativa annunciata a novembre, in anteprima, su queste colonne per i cosiddetti codici “minori” (bianchi e verdi): i medici di medicina generale negli ospedali contro il sovraffollamento dei pronto soccorso. E' stato lo stesso direttore generale dell'AslCn1 Salvatore Brugaletta a voler rendersi conto, in prima persona, dell'avvio del nuovo modulo applicato nel Dipartimento di Emergenza diretto da Vera Bignone. Si tratta di un progetto nato dai protocollo d’intesa che l'Asl ha sottoscritto con i sindacati dei medici di famiglia Fimmg, Snami e Smi, con l’obiettivo di ridurre gli accessi inappropriati e fornire allo stesso tempo una migliore risposta ai pazienti.

«Nei principali ospedali piemontesi – aveva detto l’assessore Antonio Saitta nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Cuneo in autunno - è istituito un “ambulatorio delle non urgenze”, separato dai locali del pronto soccorso, in cui opera un medico di medicina generale (un medico di famiglia oppure un medico di continuità assistenziale). L’ambulatorio prenderà in carico tutti i pazienti che sono già stati sottoposti a triage presso il pronto soccorso ma che sono stati classificati come codici bianchi, con esigenze non riconducibili all’emergenza-urgenza e quindi minore priorità».

COME FUNZIONA

Il medico di medicina generale a quel punto si occuperà di visitare il paziente e potrà confermare la non urgenza del caso: il paziente sarà quindi dimesso e affidato al proprio medico curante. Il medico potrà però anche modificare il codice di triage, giudicandolo di priorità maggiore. In questa circostanza il paziente tornerà in pronto soccorso. Il protocollo d’intesa ha validità di due anni. Gli incarichi ai medici di medicina generale saranno attivati attraverso convenzioni di carattere annuale e rinnovabili, per un impegno medio stabilito tra Asl e professionista. Ai medici incaricati sarà corrisposto il compenso orario per l’attività di Continuità assistenziale con le tutele previste dall’accordo nazionale. Stessi meccanismi anche all'ospedale di Savigliano.

Gli ambulatori - gestiti con la turnazione di medici di medicina generale, guardia medica, medicina carceraria e 118  - saranno aperti il venerdi, sabato, domenica e lunedi, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30. E’ stato creato un “pool” di 18 medici che opereranno tra Savigliano e Mondovì, con disponibilità orarie variabili tra 4 e 12 ore ciascuno.

Soddisfatto il direttore generale dell’Asl CN1, Salvatore Brugaletta: “Finalmente prende l’avvio, sia pure con una prima fase sperimentale, un progetto che ci stava a cuore da tempo. L’attivazione di ambulatori dedicati porterà benefici a tutta l’utenza dei nostri pronto soccorso, i cui medici e operatori strutturati saranno sgravati in buona misura dagli accessi a minore intensità assistenziale. I pazienti con codici minori saranno infatti indirizzati in un percorso che eviterà loro inevitabili lunghe attese. Monitoreremo gli esiti di questo esperimento, apportandovi i correttivi necessari”

 

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
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Articolo scritto da:
g. sca.
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