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Mondovì
2018-11-26
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Mondovì: presidio anti Tav di fronte al Comune,

dove si discuterà, in consiglio, l’ordine del giorno sul tema

L’Alta Velocità “piomba” anche nel Monregalese

MONDOVI' - «Per martedì, dalle 17 alle 19, Mondovì Casa Comune invita cittadine e cittadini a riunirsi pacificamente e informalmente in Piazza dei Martiri della Libertà (davanti al Municipio), per incontrarsi e cercare di capire perchè l’amministrazione comunale di Mondovì senta la necessità di sostenere questa grande, nociva, dispendiosa, politicizzatissima opera dalla torbida storia, oltretutto senza nemmeno aver consultato la cittadinanza». Alla Mondovì “Sì Tav” e che martedì sera discuterà, sull’argomento, un punto all’ordine del giorno del consiglio comunale, il movimento “Mondovì casa comune” oppone un presidio di fronte al municipio. La notizia arriva da un comunicato stampa inviato dalla coalizione che nel 2017 aveva sostenuto il candidato sindaco Daniela Oggerino.

Il consiglio comunale di Mondovì, nella seduta di martedì, prevista per le 19, discuterà un ordine del giorno "a favore dei lavori di completamento del collegamento ferroviario ad alta velocità e ad alta capacità fra Italia e Francia". Il comitato: «Contraddicendo la linea adottata in altre occasioni (ad esempio sulla questione ius soli) di non volersi esprimere su temi di rilevanza nazionale. Se passerà quel punto, la città di Mondovì si aggiungerà a quanti in queste settimane (partiti, aziende, sindacati, associazioni di categoria, media) stanno cercando di strumentalizzare una vicenda tanto delicata quanto fondamentale, negando quelle ragioni documentabili per anni diffuse, che dimostrano l’inutilità dell’opera. Opera che, nel racconto pubblico, è indispensabile per lo sviluppo del Paese, per non restare isolati dall’Europa». Il Comitato definisce “fasulle” le previsioni di traffico e merci “a fronte di una linea già esistente, ampiamente sottoutilizzata, sfruttata a meno di un quinto della sua potenzialità, di per sé in grado di rispondere alla domanda di traffico su ferro e su gomma con minori costi di adeguamento”. 

«Inoltre – scrivono i monregalesi -, i flussi di traffico tra Italia e Francia sulla direttrice alpina sono in calo da anni, sia su rotaia che su autostrada. Se si facesse il “tunnel di base” di 57,5 km, la linea si fermerebbe a St.Jean de Morienne, tra i pascoli, sul versante francese (perché la Francia non ha deliberato le infrastrutture di raccordo e non ne ha per ora intenzione) e a Susa sul versante italiano. E, a proposito di tunnel di base (il cui impatto sul sistema idrogeologico della Valle sarebbe pesantissimo), nonostante viaggi per quasi l’80% in territorio francese sarebbe pagato per circa il 60% dall’Italia. Infine del mitico “Corridoio V” (il quale dovrebbe collegare Lisbona con Kiev, anzi, secondo le ultime esternazioni, l’Alantico e il Pacifico) non c’è traccia, non esiste più perché Portogallo e Spagna si sono chiamati fuori e dalla Slovenia in là nessuno ci pensa, per cui le tante decantate merci dovrebbero proseguire verso est sui famigerati camion o arrivare in camion per andare verso ovest...

Preferiremmo che venissero discussi ordini del giorno sulla necessità della messa in sicurezza e sulla tutela dell’ambiente, sullo sperpero di risorse pubbliche a favore di grandi opere inutili che tolgono risorse a sanità, emergenza abitativa, welfare, scuola, ricerca e lavoro».

Mondovì no tav alta velocità
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