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Pesio Bisalta
2018-11-23
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Arrestato dipendente del Comune di Peveragno per peculato
Colto in flagranza di reato, ad insospettire gli inquirenti il continuo ammanco di carburante da mezzi comunali

PEVERAGNO - Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Cuneo hanno arrestato in flagranza di reato un dipendente del comune di Peveragno, di anni 51 residente nel piccolo centro, per il reato di peculato.

In particolare, i Carabinieri della Stazione di Peveragno avevano raccolto, negli ultimi tempi, la segnalazione di diversi impiegati del comune di Peveragno riguardante il consumo anomalo di carburante dei mezzi di proprietà comunale. Tale anomalia aveva allarmato lo stesso personale interno proprio per la possibilità che fosse qualche loro collega il responsabile delle sottrazioni di carburante dai serbatoi dei citati mezzi, costituiti da un autocarro e due pale meccaniche.

Come prima precauzione, infatti, il responsabile tecnico del servizio manutentivo del comune di Peveragno aveva disposto che i veicoli fossero parcheggiati in un magazzino comunale dotato di cancello automatico e portone in ferro chiuso con lucchetto di rinforzo al fine di prevenire ulteriori simili eventi, disponendo che le chiavi di accesso del locale fossero affidate, oltre che ad averne personale disponibilità, anche ad altri due operai comunali per ragioni di servizio.

Nonostante le misure messe in atto, il citato responsabile tecnico continuava a rilevare continui ammanchi di carburante nonostante i mezzi comunali non avessero percorso, in più occasioni, alcun kilometro effettivo di marcia. In considerazione, tra l’altro, che non venivano riscontrati tentativi di effrazione della recinzione del deposito o forzature delle chiusure dei serbatoi, risultava evidente che il responsabile dei furti fosse uno dei due operai detentori delle chiavi. Le attenzioni, in effetti, si concentravano su di uno in particolare in quanto i furti venivano commessi proprio quando risultava essere l’unico presente in sede, causa assenza del proprio collega per ferie o malattia.

I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Peveragno, coadiuvati dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Cuneo, una volta ricevuta la denuncia formale della segretaria del locale comune, decidevano, su autorizzazione del p.m. titolare dell’indagine, di installare telecamere all’interno del deposito allo scopo di riprendere con certezza il momento esatto di sottrazione del gasolio dai serbatori.

Le riprese video sortivano l’effetto sperato lo scorso mercoledì, quando l’attenzione dei Carabinieri veniva catalizzata sull’operaio comunale già oggetto dei sospetti dei militari.

Nell’ora di pranzo, si aveva modo infatti di osservare il dipendente nell’atto di posizionare un cartone per terra in corrispondenza del serbatoio di un autocarro. Subito dopo, lo stesso aveva preso un sacco nero di plastica all’interno del magazzino, da lui stesso accantonato quella mattina all’inizio del servizio dopo averlo scaricato dalla propria autovettura, e ne aveva estratto dall’interno un tubo di gomma ed una tanica. Il tubo di gomma veniva quindi introdotto nel serbatoio e da qui l’uomo riusciva ad aspirare una certa quantità di gasolio poi riversata nella tanica, immediatamente caricata nel bagagliaio del proprio autoveicolo.

A quel punto, acquisita la prova determinante del furto commesso, i Carabinieri della Stazione di Peveragno si recavano all’uscita del deposito nell’attesa che il dipendente “infedele” terminasse il suo servizio per fare rientro presso la sua abitazione.

Poco dopo, in effetti, l’operaio usciva dal cancello automatico del deposito comunale immettendosi sulla strada pubblica. Qui veniva fermato dai militari e sottoposto a perquisizione veicolare con esito ovviamente positivo poiché nel bagagliaio veniva rinvenuto il sacco nero con all’interno il tubo di gomma ancora gocciolante di gasolio e la tanica rossa contenente circa 10 litri del medesimo carburante.

L’uomo è stato, in un primo tempo, arrestato in flagranza del reato di peculato ed immesso al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione su disposizione dell’autorità giudiziaria in ragione del solo episodio registrato dal sistema di videosorveglianza, essendo ancora in corso l'indagine in ordine ai presunti fatto pregressi. In seguito la misura è stata sostituita dall'obbligo di presentazione alle forze dell'ordine, ritenuta dal giudice per le indagini preliminari sufficiente e più proporzionata.

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
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Articolo scritto da:
m.ber
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