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2018-10-22
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'L'evoluzione dell'arte': a Cuneo

la collettiva con sessanta opere informali

CUNEO - Negli anni Cinquanta, un gruppo di artisti decisi a liberare la pittura e la scultura dal canone della rappresentazione figurativa o astratta iniziarono un nuovo percorso di ricerca fondato sulle riflessioni mosse intorno ai territori del segno, del gesto e della materia. Martedì, nell’ex Chiesa di San Francesco a Cuneo (via Santa Maria, 10), si svolgerà l’inaugurazione di “Noi continuiamo l’evoluzione dell’arte” Arte informale dalla collezione della GAM – Torino, mostra collettiva dedicata all’arte italiana degli anni Cinquanta. Curato dal direttore della GAM di Torino, Riccardo Passoni, il percorso espositivo presenta una selezione di sessanta opere di pittori e scultori italiani attivi nel secondo dopoguerra, tutte provenienti dalle collezioni del Museo torinese. L’evento prosegue la collaborazione tra la Fondazione CRC e la GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea avviata lo scorso anno con l’esposizione dedicata alla pop art “Io non amo la natura”. La mostra sarà aperta gratuitamente al pubblico fino a domenica 20 gennaio ogni settimana dal martedì a sabato, dalle ore 15,30 alle 18,30, domenica dalle ore 11 alle 18.30. Per avere maggiori informazioni è possibile telefonare allo 0171/634175, scrivere a progetti@fondazionecrc.it, consultare il sito web della Fondazione o la pagina FaceBook @InarteFondazioneCRC.

Allestito presso i suggestivi spazi del complesso monumentale di San Francesco, restaurato e restituito alla città nel 2011 grazie a un importante finanziamento della Fondazione CRC, il percorso espositivo nasce dalla volontà di tracciare una ricerca organica su una serie di esperienze artistiche manifestatesi dopo la caduta del Fascismo e riconducibili alla corrente conosciuta come arte informale.

In San Francesco saranno esposte le opere dei principali protagonisti di quella irrepetibile stagione artistica: da Alberto BurriaLucio Fontana,daCarla AccardiaGiuseppe Capogrossi, passando per il Gruppo degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova), riuniti attorno al critico d’arte Lionello Venturi. Proprio il critico modenese fornisce una definizione sulla particolare attività svolta da questi artisti, descrivendo la spaccatura del gruppo con i movimenti artistici dell’epoca e precisando la volontà di questi ultimi di uscire dal binomio tra realismo e astrattismo. Accanto a una lettura dei fenomeni pittorici dell’epoca, il percorso espositivo propone una selezione delle maggiori esperienze del periodo anche in ambito scultoreo, con opere di Mirko Basaldella,Alberto Burri,Ettore Colla,Pietro Consagra,Nino Franchina,Franco Garelli,Umberto Mastroianni,Giuseppe Tarantino. Con la mostra esce un catalogo edito da Sagep.

“Questa mostra ci regala l’occasione di investigare su un periodo storico in cui in Italia prende avvio un nuovo percorso di ricerca espressiva- racconta il direttore della GAM di Torino nonché curatore della mostra, Riccardo Passoni-. Avremo la possibilità di rileggere in una visione di insieme il ruolo dei protagonisti di quella ricca stagione artistica che si sono affacciati consapevolmente sui nuovi temi e fermenti internazionali”.

“Questa nuova e importante mostra prosegue la collaborazione con la GAM dopo il successo ottenuto nel 2017 con ‘Io non amo lanatura’ – commenta il presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta -.L’evento si inserisce in un ricco calendario di iniziative artistiche e culturali che la Fondazione CRC sta promuovendo a Cuneo, Alba e Mondovì per offrire ai tutti i visitatori l’opportunità di ammirare di persona opere di artisti riconosciuti a livello internazionale”.

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