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Monregalese
2018-07-05
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Olimpiadi invernali 2026:

Torino candidata, 'Granda' assente

Lettera di Enrico Costa a Chiamparino: «Si coinvolgano le stazioni sciistiche della provincia di Cuneo»

La Città di Torino ha inviato al Coni il suo dossier di 177 pagine per la candidatura alle Olimpiadi invernali, ma il Cuneese non è previsto affatto tra i siti da coinvolgere. Nel documento realizzato dall’architetto Alberto Sasso (nato dopo un duro confronto tra la pentastellata sindaca Appendino e lo stesso Movimento 5 Stelle), si parte dall’eredità di 12 anni fa, quella dei Giochi invernali del 2006. Si fa cenno ai luoghi delle Olimpiadi: in Torino sarebbero riutilizzati i palazzetti del ghiaccio costruiti o ristrutturati in vista del 2006 (anche se alcune gare potranno essere disputate negli impianti a Pinerolo e Torre Pellice), si creerà un villaggio olimpico nuovo dove sorge lo stabilimento della ThyssenKrupp. Cenno anche al coinvolgimento del territorio, ma solo quello torinese: i trampolini per le gare di salto a Pragelato e la pista di bob a Cesana da ripristinare. Il fatto che del Cuneese non si parli affatto, preoccupa e sulla “causa” della Granda si esprime, con una lettera aperta, indirizzata al presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il parlamentare monregalese Enrico Costa. Chiede il coinvolgimento della provincia di Cuneo e delle sue stazioni sciistiche sia per le fasi organizzative sia per quelle di gara previste per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026. Sul dossier di candidatura il Governo dovrà esprimersi entro il 10 luglio valutando anche le candidature di Milano e Cortina d’Ampezzo. “Prevede che le varie attività, sia gli allenamenti sia le gare, si svolgano esclusivamente a Torino e provincia – scrive Costa – con il mancato coinvolgimento di tutto il resto del Piemonte ed in particolare delle stazioni sciistiche della provincia di Cuneo”. La provincia di Cuneo è citata solo per la presenza dell’aeroporto di Levaldigi, utile per offrire una ulteriore opportunità di collegamento, senza prevedere iniziative ed attività sportive in Granda.

“E’ una scelta di corto respiro, - scrive ancora Costa - seppur in non apprezzabile continuità con il Torinocentrismo che ha caratterizzato molte scelte strategiche: aprire ad un territorio più vasto, coinvolgendo nell’evento tutta la nostra bellissima Regione, avrebbe certamente rafforzato la proposta e l’avrebbe resa occasione di crescita per un territorio più ampio di quello prescelto”. E prosegue: “Quella delle Olimpiadi è un’occasione enorme per promuovere l’intero territorio regionale e il criterio del Torinocentrismo dovrebbe essere messo da parte per lavorare tutti insieme, rafforzando la proposta e convincendo così gli organismi internazionali chiamati a decidere. Mi appello al Presidente Chiamparino, affinché faccia sentire la sua voce e permetta il coinvolgimento del resto del Piemonte: è l’occasione per dimostrare a tutti i piemontesi che nella nostra regione non esiste solo Torino”.

Nei mesi scorsi, anche l’Atl Cuneese si era fatta sentire in proposito: “Le montagne del Cuneese ci sono - aveva detto il direttore Atl del Cuneese Paolo Bongioanni - Cuneo deve fare la sua parte Abbiamo dimostrato in questi anni la capacità imprenditoriale dei gestori delle nostre stazioni sciistiche. La qualità è corrisposta ai numeri di incremento del 42% degli sciatori nell'anno 2017/18 sulle nostre piste. Noi vogliamo essere protagonisti alle Olimpiadi di Torino 2026 che saranno occasione di promozione straordinaria per tutto il Piemonte. Ma a Cuneo vogliamo le gare. Abbiamo dimostrato la nostra capacità organizzativa con il Tour de France, il Giro d'Italia e l'80^ Adunata Nazionale degli Alpini. Vogliamo cimentarci e dimostrare quello che abbiamo da dare».

I COSTI

Secondo le stime del dossier, l’organizzazione costerà circa 1,178 miliardi di euro (di cui 800 milioni a carico del Cio e il resto dagli sponsor). Ci sono poi 959 milioni di euro di costi per il “revamping” (rinnovo) di impianti, infrastrutture, villaggi olimpici e per i media, spese a carico dello Stato (650 milioni circa) e, in parte ridotta, degli sponsor.

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