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Alto Tanaro
2018-05-29
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Garessio: le asinelle di Casotto cambiano casa
Via dal Castello gli animali del re

GARESSIO – Cambiano casa gli “asinelli del re”, i 170 asini ragusani, in maggioranza femmine, che da qualche anno “abitano” nelle settecentesche stalle del Castello di Casotto, a Garessio. Il titolare di “Honky Donky”, l’allevamento monorazza più grande d’Europa, ha venduto le quote della società ad altri imprenditori del settore caseario. Questi ultimi stanno trasferendo altrove buona parte degli animali, una novantina, e l’attrezzatura. La meta pare sia la Sicilia, da dove i primi esemplari dell’allevamento erano giunti qualche anno fa, al seguito del Gruppo Marachella. Altri 70 sono stati venduti a 2 o 3 per volta. E presto, grazie al passaparola tra allevatori, anche gli ultimi 10 dovrebbero trovare nuovi padroni e lasciare così la Correria del Castello, dove dal 10 giugno non rimarrà più nulla.

«Una perdita per il nostro paese e per la valle – commenta Paola Odasso, la responsabile della sezione locale della Lida, la Lega in Difesa degli Animali -. Era un’azienda ben avviata, gli animali erano curati ed amati. I titolari li “battezzavano” e li conoscevano per nome uno per uno. Li seguiamo e sappiamo comunque che tutti troveranno una nuova casa».

Adorati da grandi e piccini, da qualche anno, grazie a loro, la Correria del Castello, un tempo residenza di caccia di casa Savoia ed oggi di proprietà della Regione Piemonte, è diventata una meta turistica, specie per famiglie e bambini. A sua volta la società, fondata nel 2014 da un gruppo di abitanti del posto, in pochi anni si è fatta conoscere, in Italia e non solo, grazie al latte d’asina.

«L’azienda non chiude, semplicemente c’è stata una cessione delle quote societarie ad altri», precisa Christian Garzo, l’ex titolare, che racconta: «Nel 2014 abbiamo affittato il ramo d’azienda dal fallimento Marachella, che all’epoca aveva portato a Garessio, dal Ragusano, 90 asine. Avevamo in comodato d’uso a pagamento, dalla Regione Piemonte, la Correria del Castello, ma solo fino al bando per l’assegnazione in gestione del complesso. In questi anni abbiamo reso produttiva l’attività, commercializzando nelle farmacie e negli ospedali il latte delle nostre asine, ottimo per che è intollerante al latte vaccino perché è il più simile al latte materno».

In poco tempo l’allevamento è diventato una piccola fucina di idee: dalla linea di prodotti cosmetici al latte in polvere distribuito in tutto il mondo, ai formaggi e ai dolci. Frequenti contatti e collaborazioni con varie Università, Milano, Bologna, Reggio Calabria, e con “The donkey sanctuary”, l’associazione per la protezione degli asini. Ma anche con servizi sociali, enti pubblici e Gruppo Abele.

«Negli anni abbiamo dato lavoro a circa 25 ragazzi provenienti da situazioni di difficoltà», ricorda Garzo.

Poi la decisione di lasciare tutto e cambiare vita. «È stata una scelta, sofferta, compiuta con i miei famigliari – spiega Garzo, che ora lavora nel locale di proprietà della famiglia, in Garessio -. Dopo di che abbiamo seguito due linee guida: la salvaguardia degli animali, scegliendo uno per uno i nuovi proprietari in base alle garanzie offerte in tal senso, e l’occupazione dei nostri dipendenti».

Otto gli addetti: tutti hanno già trovato nuova occupazione. Due di loro seguiranno il grosso dell’allevamento in Sicilia.

«Mi dispiace che il nostro paese perda un’attività significativa, in termini sia occupazionali sia turistici», il commento del sindaco di Garessio, Sergio Di Steffano.

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
Garessio asini
Articolo scritto da:
m. b.
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