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2018-05-16
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Riusciva a farsi ricaricare la carta Postepay con un codice fiscale fittizio
Mondovì, San Michele, Ormea e Garessio,

tutti colpiti dal truffatore dei tabaccai: condannato

Era riuscito a farsi ricaricare la carta Postepay a colpi di 600 euro per volta presso una tabaccheria di Ormea il 28 agosto 2013, il giorno successivo presso un bar a Garessio e un'altra tabaccheria ricevitoria a San Michele Mondovì. La tecnica utilizzata era quella di chiedere una ricarica della carta, dare un codice fiscale intestato a persona fittizia, fingere di tirare fuori il blocchetto di assegni per pagare e poi darsi alla fuga con la ricarica già intascata. Murizio Redento Pili, 45enne residente in provincia di Varese, è stato condannato dal tribunale di Cuneo a tre anni di reclusione  per truffa e ricettazione. Il giudice gli ha revocato la sospensione della pena già disposta dal tribunale di Piacenza.  Fra le persone offese chiamate a testimoniare nel processo c’era stato anche Andrea Avagnina, rimasto ferito nell'attentato di Nizza nel luglio 2016. I coimputati N.B., S.P., trentenni liguri e A.B., 40 anni siciliano,  tutti difesi dall'avvocato Thomas Bassino, sono stati invece assolti. Per pagare Pili esibiva assegni emessi sul conto corrente bancario intestato al marito di N.B. che  aveva denunciato come smarriti. In realtà, secondo l'accusa, li avrebbe consegnati di proposito al Pili. La tessera sanitaria con il codice fiscale che quest'ultimo utilizzava per effettuare le ricariche apparteneva invece a S.P., che a sua volta ne aveva denunciato il furto. Falsamente, secondo il pm, perché in realtà sarebbero stati d'accordo. Invece il difensore Bassino è riuscito a dimostrare che N.B., alla quale era stato contestato il reato di appropriazione di cose abbandonate, che è procedibile a querela, non poteva essere incriminata, perché lei aveva solo presentato denuncia. Inoltre sia nei suoi riguardi che per il marito S. P. non fu condotta alcuna indagine sul fatto che avessero "volontariamente consegnato" codice fiscale e assegni a Pili. In quanto ad A. B., cui era stato contestato il concorso esterno in truffa e ricettazione, il difensore ha fatto notare che la titolare della tabaccheria di Mondovì nella quale era stata tentata l’ultima truffa non andata segno, non lo aveva riconosciuto nella persona che aveva cercato di raggirarla.

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