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Mondovì
2018-05-15
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Nella foto, la modella e regista Mitzi Peirone
La monregalese ha scritto e diretto “Braid”
Il film horror di Mitzi Peirone

al 'Tribeca film Festival' di Bob De Niro

MONDOVI’ – Mitzi Peirone ce l’ha fatta: ha raccolto finanziamenti “volontari”per realizzare il suo film (il titolo è “Braid”ed è un film horror) e l’ha presentato al prestigioso “Tribeca Film Festival”di Robert de Niro, a New York. Cinque spettacoli sold out e tanta attenzione da parte di produttori e registi. Lei ha 27 anni, mamma di Mondovì (è Maria Caramelli, direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Torino), papà di Vicoforte. Mitzi ha studiato a Torino, poi, a 19 anni è volata nella Grande Mela per studiare recitazione all’American Academy of Dramatic Arts (il conservatorio d’arti drammatiche più antico in America), e si è laureata alla Columbia University in scrittura creativa. «Da quel momento – dice Mitzi, raggiunta a New York - ero diventata ciò che qui chiamano un “working actor” il che implica la doppia vita dell’attrice di giorno e cameriera la sera. Lavoravo al ristorante “Pastificio e Cucina di Giovanni Rana” in Chelsea. Per fare qualche soldo in più ho firmato un contratto con l’agenzia di moda MSA Models ( Model Service Agency), dove lavoro come modella. Con loro ho partecipato a due stagioni della Fashion Week di New York. Durante l’estate ho lavorato con diverse compagnie teatrali di New York e recitato in teatri Off Off e Off Broadway». Tanto coraggio e voglia di “sfondare”. A fine aprile il suo film era in cartellone al Il Tribeca, fondato a New York nel 2002 dal grande De Niro in seguito agli attentati dell’11 settrembre 2001 alle torri gemelle, allo scopo di rivitalizzare i dintroni del quartiere Tribeca.

Braid, scritto e diretto da Mitzi Peirone, ha debuttato sul grande schermo nella sezione “Midnight”. «Sono i film non convenzionali, cioè che non sono drammatici o commedie cioè sono “genre movies”quindi horror, thrillers o altro. La protagonista, Daphne è interpretata da Madeline Brewer, l’attrice conosciuta soprattutto per la sua partecipazione alla serie televisiva The Handmaid’s Tale. Mi sono ispirata alla casa dei nonni, a Boves». La trama: Daphne ha invitato a casa due amiche d’infanzia che si guadagnano da vivere facendo le spacciatrici a New York City e che, segretamente, pianificano di rubarle dei soldi per saldare un debito. Accettano di fare un gioco insieme a Daphne. Ma quest’ultima appare in uno stato mentale disturbato, prigioniera di un mondo immaginario che le tre amiche avevano creato da bambine. La serata si trasforma in una terrificante sfida tra allucinazioni, torture e omicidio.

«Ho cominciato a scrivere questa storia tre anni e mezzo fa – dichiara la regista -, poi occorreva ragionare sui finanziamenti. Bradid è approdato al Tribeca con un meccanismo del tutto innovativo, un finanziamento in criptomoneta che non passa attraverso il crowdfunding, ma soprattutto non mi ha condizionato con i diktat dell’industria del cinema. Così chi ha contribuito fa in realtà solo una donazione: mi piace quello che fai, ti aiuto, una sorta di assistenza» Così è nato il primo “crowsdale azionario e si è costruita una piattaforma per artisti indipendenti. Così Braid si è finanziato, approdando al Tribeca: 1 milione e 700 mila euro raccolti in poche settimane. «Per or ami godo il successo e penso già ad un’altra sceneggiatura – conclude-. In Italia torno solo due volte all’anno, ma non  escluso che pensi ad un film girato dalle nostre parti».

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
Mitzi Peirone film Tribeca
Articolo scritto da:
g. sca.
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