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2018-02-01
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Voto e coscienza

Ancora una volta andiamo a votare con una legge (il Rosatellum) con la quale i nomi di chi andrà in Parlamento li decidono partiti e partitini. Nessuna riforma (guarda caso) ha dato la possibilità all’elettore di esprimere la “volontà popolare”. I governi nascono nel Parlamento e il presidente è nominato dal Presidente della Repubblica e questo lo dice la Costituzione, ma il vero corso della politica italiana lo vedremo solo dopo il 4 marzo. E’ l’epoca del catenaccio, tutti si blindano in vista di uno 0-0 e poi si vedrà con le alleanze. Le promesse non spostano voti, le “sparate” non se le fila più nessuno. Le subiamo, catatonici, di fronte alla tv. Solo l’abolizione della legge Fornero è ritenuta credibile, ma costerebbe 25 milioni lordi l’anno. La sensazione è ancora una volta che il sistema politico sia propenso più a “ricaricarsi” che a guidare davvero l’Italia fuori dalla crisi. Ci si assicura il seggio, il posto nel collegio giusto, ma queste persone hanno davvero a cuore il futuro del Paese, il mio futuro, quello dei nostri figli? Difficile dare risposte e non si accusi di populismo chi vorrebbe, in fondo, soluzioni a problemi che la politica deve fornire. L’elettore vota e stabilisce quale parte vince. I primi delle liste vincono comunque, non decisi da chi mette il segno sulla scheda. L’astensionismo, il vero partito che, con ogni probabilità, vincerà alle prossime elezioni non è la soluzione. Un tempo si diceva “turatevi il naso e votate”. Oggi non basta: almeno votiamo secondo coscienza: quella dovrebbe essere ancora di libero arbitrio.

Articolo scritto da:
g. sca.
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Confesso. Ho atteso prima di scrivere questo commento, perchè nell’immediatezza dei fatti della scorsa settimana temevo di non essere ...