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Ceva
2017-12-03
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Nella foto, il rave di Castelnuovo del 2015
La vicenda processuale fa riferimento a fatti del 2015
Rave party di Castelnuovo di Ceva: tutti assolti

Il sindaco di Lesegno non ci sta e promette battaglia

LESEGNO - «Tutti assolti? Non ci stiamo per nulla e non ci fermeremo». Edoardo Dotta, sindaco di Lesegno, non ci sta. La sentezna del tribunale di Cuneo è di pochi giorni fa. Tutti e 15 gli imputati del raduno svoltosi a Castelnuovo di Ceva nel 2015 lo ha lasciato “esterrefatto”. Soprattutto perchè nel suo Comune, Lesegno, i rave sono stati molteplici, suscitando la preoccupazione di residenti ed amministrazione, con un impiego massiccio delle forze dell’ordine. «Non entro nel merito del procedimento . dice -, ma a nella scelta di mandare assolti con formula piena i giovani che hanno organizzato un raduno come quello. Con sentenze di questo tipo, che lasciano impuniti i raver, il messaggio che arriva all’opinione pubblica è che tutto, alla fine, è concesso».

LA VICENDA

I 15 ragazzi, in età compresa fra i 18 ed i 32 anni, che erano sul banco degli imputati, provenivano da varie regioni d’Italia (tre laziali, tre veneti, un bolognese, tre mantovani, tre torinesi e due savonesi), imputati per occupazione e deturpamento di terreno e per aver organizzato una manifestazione musicale non autorizzata in luogo pubblico, con abusiva somministrazione di cibo e bevande alcoliche. Il processo faceva riferimento ad un concerto musicale, che si svolse nel settembre 2015. Il giorno 26 un anomalo flusso di numerosi giovani che si stavano dirigendo verso una cava dismessa a Castelnuovo di Ceva, tranquillo paesino di un centinaio di abitanti, aveva insospettito i carabinieri.  Dopo aver controllato un furgone sulla strada provinciale all’altezza di Priero i cui occupanti, originari del Milanese, avevano riferito di stare andando ad una festa privata in una località della zona, la pattuglia aveva chiesto rinforzi. Erano così giunti sul posto  90 militari provenienti da tutta la provincia,  per garantire l’ordine pubblico e identificare tutti i partecipanti. Come ha spiegato lo stesso sindaco di Castelnuovo, la cava non era dismessa ma in affitto a una società privata. Né quest’ultima, né la Provincia (responsabile per le cave) avrebbero messo recinzioni al sito. I carabinieri avevano individuato come organizzatori del rave i giovani che al termine del concerto furono fermati a bordo dei furgoni che trasportavano le attrezzature. I difensori degli imputati hanno eccepito proprio questo punto: “Basta una semplice presenza nei furgoni per essere considerati organizzatori?”. E ancora: “Nessuno ha dato problemi, sono stati bloccati solo gli ultimi, pure i più educati perché erano quelli che avevano pulito tutto”.

Lesegno rave party castelnuovo
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