Cerca
"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

È il tempo del gheppio. Il suo lento volo apre il periodo più caldo dell'anno.

Di solito in queste nostre estati assolate e calde, senza troppi temporali, è il tempo del gheppio. Il falco più comune delle nostre contrade volteggia a ripetizione in questi giorni sul cielo della nostra collina. Uno, due battiti d'ala e poi rotea immobile a cerchi sempre più ampi, via via più ascensionali. In genere sono due, il maschio che si esibisce nelle sue ampie parate e la femmina più appartata, in educata attesa. Quasi sempre è l'acuto, stridulo e ripetuto richiamo del maschio a farci accorgere della loro presenza. In campagna si segue spesso l'abitudine genetica del contadino a fissare lo sguardo a terra, verso l'erba, i fiori, le colture da curare e i lavori da fare, senza attenzione per il paesaggio, tanto consueto da essere ormai inesistente. Ma noi cerchiamo sempre di ricordarci che contadini più non siamo, ed è allora che ci fermiamo, per un attimo o un'ora, ad osservare compiaciuti il nostro “milieu”, la bellezza dell'ambiente di cui ci circondiamo. Ed è questo il miglior modo per ricordarci di Kant e del suo “cielo stellato sopra di noi”. Alla fine, pensiamo, sarà questa la “cifra” culturale che salverà insieme al nostro paesaggio e la nostra agricoltura anche la salute ed il nostro cibo: la capacità che avranno i giovani che a ciò si dedicheranno di cogliere anche il bello di ciò che vedono e fanno. Il gheppio ce lo ricorda, così come ad inizio primavera faceva il cuculo, e un poco più in là il volo radente e pesante del “ghè”, la multicolore ghiandaia. Il tempo a sua volta asseconda questa ripetizione cadenzata e calma dei riti naturali. I temporali sono stati finora pochi, e non troppo dannosi, anzi. Hanno portato nella settimana scorsa e soprattutto tra sabato e domenica sera oltre che un po' di refrigerio alle calure di luglio anche un po' d'acqua e, purtroppo un po' di tempesta. Non molta pioggia, tra i 10 e i 20 millimetri, a seconda delle zone, ma vedere sabato sera e poi domenica di nuovo i prati ed i rivi bagnati ci ha consolati che la siccità prima o poi possa e debba finire. Purtroppo prima che arrivi un abbozzo di svolta, previsto al momento non prima di martedì prossimo, dovremo subire (o goderne, se al mare) del quinto assalto dell'anticiclone africano, il più feroce a quanto sembra. Non facciamo troppo caso alle nuvole sull'arco alpino di questi primi giorni della settimana: qualche temporalino, e niente più. Da mercoledì invece Scipione (l'Africano) riprende possesso della Granda, non come avverrà in Toscana e sull'Emilia, ma quasi. Le massime supereranno ben presto i 34-35 gradi e nelle zone più calde, verso le pianure del Po, potranno raggiungere anche i sahariani 40°. Più sopportabile il caldo sugli altipiani cuneesi e monregalesi, ma la morale è chiara: “l'estate è nel suo” e fa ciò che vuole. Qualche temporale rinfrescherà nelle notti tra venerdì e sabato e poi nel pomeriggio-sera di domenica, forse. E, ancora, lunedì sera e... poi si vedrà. romano.fulvio@libero.it

 

 

IL FONDO
Solo tre su nove firmano il piano del governo per la prima accoglienza in mare. Non è certo un successo. Tra le tre Organizzazioni non Gover...