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Meteo
"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

Dopo la tempesta ancora sole:

venerdì top del caldo, lunedì ultima speranza d'acqua

E così, invece dell'acqua arrivò una vivace tempesta di vento. Si era capito nelle ultime ore di sabato che un evento simile a quello devastante del 6 marzo del 2017 era alle porte. Dalle carte previsionali si vedevano tutte le condizioni ideali perché sulla Granda si scatenasse la furia del vento, anche se non distruttiva. Non del tutto perlomeno. Perché di alberi ne sono caduti, di cartelli ne sono stati divelti, qualche capannone in disuso scoperchiato, ma nulla di drammatico. È rimasta così negli occhi una giornata dalla mattinata limpida e serena, calma, ma che sembrava preannunciare un movimento improvviso, un cambio del tempo. Cosa che puntualmente è avvenuta già nel primo pomeriggio, quando già i venti si erano già scatenati sulle creste alpine. Il top della velocità del vento si è osservata sul Colle di San Bernardo sopra Garessio con raffiche di ben 115,6 kilometri all'ora. Naturalmente la velocità media, quella provata per le strade nei momenti “normali”, era più bassa, ma punte oltre i 100, come è avvenuto anche al Rifugio Mondovì e sfiorate al Malanotte, sono devastanti se colpiscono nel posto sbagliato. Dopo l'evento si sono moltiplicati, anche sui media, le previsioni di un cambio brusco del meteo e di un finale di marzo “punitivo” dopo i bagordi termici che durano a dire il vero da tutto l'inverno. Sarà così magari al Sud o al Centro Italia dove arrivano fredde colate via Adriatico, ma non da noi, qui nella Granda, al riparo del baluardo alpino. Certo, per una notte o due i termometri sono scesi in campagna sotto lo zero, solo in campagna però. Ma l'aria è rimasta e rimarrà secca, con una circolazione debole o moderata che scoraggia gli umori e le brine che sono poi i principali responsabili delle gelate assassine dei germogli e dei fiori. Insomma, le brevi discese sottozero delle ultime notti non dovrebbero recare grossi danni tanto più che le previsioni oggi parlano per la Granda e il Cuneese-Monregalese di una continuazione del sereno e della prevalenza del sole. Con nuovi calori anzi provocati un po' dalla ripresa anticiclonica e soprattutto dei venti di caduta prevista sia per questo mercoledì-giovedì che per venerdì. Si ripropone infatti un copione meteo cui siamo ormai da tempo abituati. Le incursioni perturbate da Nord Ovest arrivano sì, ma si scontrano contro le Alpi e al massimo invadono le alte o medie valli dell'Ossola, del Biellese e dell'Aostano. Qui arrivano invece i soffioni secchi dei venti di caduta che riscaldano l'aria e alimentano una primavera già di per sé molto avanzata. Succede quindi che mercoledì e giovedì, ma soprattutto venerdì, avremo temperature massime che prima si avvicinano ai venti e poi li supereranno allegramente. Soprattutto nell'arco prealpino sottocosta che va da dalla val Po fino alla Vermenagna ed oltre fino al Tanaro si avrà una lingua di caldo fuori stagione che sarà la più alta dell'intero Nord Italia. Ancora bello e (meno) caldo sabato, quindi da domenica pomeriggio sera l'arrivo di un fronte che (forse) potrebbe riportare un po', non molta, acqua sulle nostre assetate campagne. Non promettiamo niente, perché troppe volte l'allarme o la speranza sono poi rientrati, ma ecco, di qui all'equinozio ed anzi, da qui alla fine di marzo, al momento l'unico barlume d'acqua che si presenta al nostro orizzonte è proprio quello di lunedì prossimo. romano.fulvio@libero.it

romano.fulvio@libero.it

 

IL FONDO
  MONDOVI’ – Come abbiamo riportato su queste colonne più volte, è stata annunciata, dalla Provincia di Cune...