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"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

Complice  un “san Gorgòni” asciutto

avremo forse un bel settembre di sole e frutti

 Un antico detto piemontese recitava che “S'a pieuv per san Gorgòni, tùt l'autun a l'è 'n demoni”... Semplice la traduzione, così come facile è anche la rima inventata per dire che il 9 di settembre è un “giorno di marca”, perché segnalerebbe con la sua pioggia un autunno addirittura demoniaco per le acque che si dovrebbero riversare nei tre mesi successivi. Convinzione diffusa, tanto da essere ribadita in analogo proverbio raccolto dal Ferraro nell'Astigiano :”S'a pioeuva par san Gorgôn, a pieuva par tut l'autôn”... Ora, il 9 settembre, lunedì scorso, è stata giornata da far riconciliare (qualora ve ne fosse bisogno) con la vita tanto era il sole in un cielo terso, tanto dolce era la prospettiva che dalla pianura ancora verde la montagna ci offriva: colori pastelli, ancora sprazzi di neve sul Monviso, la pace serena.. dopo la tempesta.  Eh sì, perché il giorno prima, ma soprattutto quel giovedì 5 che rimarrà negli annali meteo, ci avevano -loro sì- anticipato un vero autunno “da demòni”. La pioggia a dirotto in città e la sciabolata di grandini sulle colline e sulle vigne albesi. Non tutte, per fortuna, perché si sa che la tempesta colpisce a strisce. Ma quanti danni. E poi ancora piogge un po' dappertutto nel fine settimana, con la neve scesa a 2500 metri prima e, martedì 10, anche sotto. Insomma, non sappiamo, volendo continuare con questo gioco del detto di San Gorgoni, se quel sereno di lunedì e quest'altro che ritroviamo in questi mercoledì-giovedì saranno il segno di un settembre e di un autunno che nonostante tutto non sarà troppo piovoso, ma anzi abbastanza gradevole. L'anno scorso ricorderete il settembre fu caldo, anzi uno dei più caldi della nostra storia meteo. Il terzo per l'esattezza,dopo quelli del 2011 e... del 1895! Caldo e piovoso quasi nella norma. Ricorderete però che aveva piovuto tanto ad aprile, e poi soprattutto a maggio, mentre anche giugno era stato nella norma... E fu annata da tartufi: tanti e profumati. E parliamo del Magnatum Pico, sovrano sulle colline oltre che di Alba anche nei viali, a Garzegna e nelle forre sotto le vigne dello Sbaranzo.  Ma anche di “Scorzoni” l'anno scorso ne abbiamo assaggiati di profumati sulle colline di Novello. La pioggia c'è stata, anche martedì, lunga e dolce. Adesso vi sarebbe bisogno di un po' di caldo che dia gli umori giusti alla terra. Bene, qui volevamo arrivare. Mercoledì la perturbazione di origine “maiorchina” si allontana verso Sud e lascia spazio al ritorno di una nuova alta pressione, che tuttavia sarà diversa da quelle di luglio e agosto. Infatti avanzerà da Ovest e cioè dalle Azzorre garantendo, forse fino almeno al 20 di settembre (guarda caso,  ultimo giorno di “fermo biologico” per i tartufi), un tempo sereno favorevole ad un gradevole ritorno estivo gravido di possibilità per i nostri frutti, sia quelli sopra che sotto la terra. Allora, più modestamente, noi approfitteremo di questa bella pausa per finire di raccogliere quel po' di Quagliano maturato dietro il casotto sulla collina che ci è cara e quel po' di uva americana risparmiata dai due merli voraci e divoratori inesausti abitatori della nostra corte. Qualche nocciolo selvatico ce l'abbiamo sulla riva, ma non abbiamo mai provato a vedere se nasconde sotterra qualche scorzone profumato.

romano.fulvio@libero.it

 

IL FONDO
Sono tra gli italiani fortunati che hanno potuto godere di un breve periodo di vacanza. Sono stato all’estero e ho parlato c...