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"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

Un gennaio in attesa sempiterna della neve si chiude con dei veri “giorni della Merla”

Mai come quest'anno si era parlato tanto della neve. Della neve che manca o comunque scarseggia per agricoltura e turismo. Della neve che ormai sembra diventata, in pianura, una “rara avis” una comparsa occasionale o addirittura ormai mancata. E da molti anni. Specialmente per quel che riguarda la provincia “Granda” e Cuneo in particolare, da sempre comparse nei bollettini più o meno ufficiali come la zona più innevata del paese, a volte con “barùn 'd fioca” rimasti negli annali meteo. Si è parlato tanto della neve quest'anno, ma per invocarla o per allontanarla più che per descriverla nei suoi effetti tradizionali. Il paesaggio che d'un tratto diventa un fantasma bianco, gli alberi carichi, le strade insidiose e il ghiaccio minaccioso. Più volte era sembrato nello scorso dicembre che la neve finalmente fosse in procinto di arrivare. Salvo poi ridursi a qualche misero centimetro presto squagliato dal primo sole. Ora - scriviamo prima che l'evento abbia inizio- dovremmo esserci perché - sulla carta- si sono create le condizioni della fiocca sulla Granda. Prima dai Balcani e in queste ore dal Nord artico sono arrivati quei contributi gelidi che hanno portato le minime sotto lo zero. Questa aria fredda si è poi spostata sul Tirreno le cui acque registrano ancora temperature molto elevate, dai 13° a settentrione fino a 15° nella zona meridionale e delle isole. Il cozzo tra gli uni e le altre ha già innescato un profondo vortice perturbato che in senso antiorario sputa neve sugli Appennini centrali e cerca di arrivare sino a noi. Una lingua di alta pressione tra noi e la Francia ha finora impedito il suo arrivo ma, alla fine, la neve farà il suo ritorno, anche in pianura, magari non in modo così organizzato e cospicuo come in un primo momento previsto. Mercoledì mattina sarà ancora in gran parte sereno il cielo. Poi dal primo pomeriggio si incupirà di nuvole che arrivano dalla Liguria e dalle 13 i primi fiocchi. Ma il grosso dell'evento sarà tra le 18-19 e il mattino dopo, di giovedì 24. Quindi un progressivo rasserenarsi del cielo dal pomeriggio e sera di giovedì, fino ad un venerdì sereno così come il sabato. Che tuttavia sarà a sua volta coperto di nuvole dalla sera in previsione di una domenica con poco o niente sole, senza nevicate. Ma ormai l'inverno è tornato e si prepara a celebrare i suoi fasti proprio in occasione dei giorni della Merla, gli ultimi di gennaio. Altre fiondate fredde e perturbate sono in procinto di precipitarsi nel nostro cul di sacco alpino e, insomma, ancora una volta è vero il detto che “il lupo non ha mangiato l'inverno”.

L'inverno c'è anche se attenuato da un dicembre e da un gennaio con continui ossessivi fenomeni di Foehn . La neve ci bloccherà la possibilità di recarci al nostro casotto di collina. Così temiamo per i boccioli che il caldo fuori stagione ha risvegliato sui nostri “bastoni di san Giuseppe” e per i lampi di luce gialla che il viburnum nudiflorum aveva acceso e per le belle fioriture del tinus.

romano.fulvio@libero.it

 

IL FONDO
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