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Meteo
"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

Fino a San Matteo ride il caldo. Da martedì autunno. Ma solo per le temperature più fresche.

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Venerdì ricorre san Matteo, data cruciale per l’antica civiltà contadina. Tanto antica da risalire ai primi secoli dell’era cristiana, quando veniva fatta coincidere quasi esattamente con l’equinozio di autunno. Anzi, Matteo in alcuni paesi – quando le stagioni erano solo due- era il vero inizio del semestre invernale, momento in cui bisognava raccogliere tutti i frutti – maturi o non- della terra, pena il rischio di perderli per l’inizio del cattivo tempo, dei freddi e dei marciumi. E infatti sono questi i giorni e le settimane in cui la tradizione meteo attende l’arrivo di quella “tempesta equinoziale” che in genere è la vera cifra del cambio stagionale, dell’arrivo dell’autunno, al di là delle attese e dello stesso calendario astronomico. Quest'anno il corso del Sole decreterà l’inizio della nuova stagione delle foschie e delle foglie gialle poco prima delle 4 di mattina di domenica 23.   L'autunno astronomico, con la durata del dì uguale a quella della notte, inizierà quindi da domenica, mentre quello “meteorologico”, studiato a tavolino per fare delle statistiche confrontabili tra di loro, è già iniziato dal 1° settembre. L'inizio della nuova fase climatica coinciderà con la data astronomica? Domanda più che legittima, visto che finora i valori termici di questa prima metà abbondante del mese sono stati pienamente estivi. Anzi, se settembre finisse domenica 23, sarebbe il più caldo dell'intera nostra storia climatica, con una temperatura media che in pianura e altipiani veleggia attorno ai 21 gradi e oltre. Ma ci sarà ancora una settimana e diciamo subito che negli ultimi 5-6 giorni del mese saranno le temperature a calare, e di molto. Passeremo dagli attuali 21 gradi di media ad un primo lieve calo tra sabato e domenica, per poi risalire lunedì a 21-22 gradi e crollare infine da martedì e fino a domenica 30 tra i 14 e i 16 gradi! Ma attenzione, senza pioggia o quasi. Saranno soltanto le arie fresche settentrionali a prevalere e a raffreddare questo finale di un mese per il resto eccezionale per le elevate temperature. Ecco allora che le colonnine dei termometri saliranno ancora da oggi, mercoledì 19, fino a venerdì. Quindi un primo assalto perturbato da Nord Ovest sfiorerà soltanto – tra sabato e domenica- il Piemonte e l'arco alpino settentrionale, per poi andare a spegnersi verso il Trentino. Sarà la circolazione dell'aria a cambiare decisamente da martedì, con le ariette da Nord a farla da padrone e a riportare alla ragione queste attuali temperature decisamente sopra la norma. Mancherà la pioggia e sarà evitata la jattura paventata dal diffuso detto popolare secondo cui “Se Matè a pioura 'nvece 'd rije, al post del vìn farà l'asìl”. Il vino non diventerà aceto, ed è da molti anni che non avviene. Finita la vendemmia dei moscati, che appare eccellente, è ormai la volta dei dolcetti. Una vendemmia favorita, a quanto al momento appare, senza il disturbo dell'acqua. Anzi, il crollo delle minime previsto per il fine mese dovrebbe ancora migliorare la qualità dell'uva. Intanto, sulla collina che ci è cara, stiamo aspettando la prima càscola delle castagne “temperive” che si preannuncia in piena regola con i tempi. I ricci, i penìs,  non cascano ancora e lasciano il campo a tappeti di boulè come da tempo non vedevamo.

romano.fulvio@libero.it