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"FRA TERRA E CIELO"

a cura di FULVIO ROMANO

Le Azzorre esaltano di sereno
la stellata notte di Capodanno 

Nuvole e gelo arrivano con la Befana

Difficile interpretare, volendo esagerare con la previsione del tempo che sarà, questa lunga fase di temperature alte che ha caratterizzato il periodo natalizio e che proseguirà a Capodanno ed oltre. Non lasciatevi ingannare dalle nuvole mattutine di domenica 29 e dai geli che vi mozzeranno il fiato se vi alzate la mattina presto-presto. Queste staffilate propriamente invernali sono dovute ad uno spazio meteo temporaneo che si è creato tra i soffioni favonici natalizi e l'ormai prossimo arrivo in forze dell'anticiclone azzorriano, promesso già per la notte di San Silvestro. E allora non saranno, questi, nemmeno tre giorni pieni di arie di Bora che dall'Adriatico e dal Golfo di Trieste sono arrivano fino a noi attraversando i miasmi della pianura padana fino a caricare di umori (un po' sporchi) i nostri per il resto luminosi altipiani e le dolci colline dei nostri vini, dei tartufi, delle nocciole e le più aspre delle castagne. No, questi umori da “Stau” orientale dureranno ben poco e già dal  31 dicembre potremo intonare i nostri ormai risaputi ritornelli sull'inverno che non c'è più o che -comunque- arriva sempre più in ritardo... quando è quasi primavera. Lo penseranno i veglianti che nella notte di San Silvestro avranno il cuore di osservare il cielo anziché gli invadenti fuochi-bombe assordenti artificiali così amati dagli stolti. Venere val la pena di essere colta al tramonto e per qualche ora dopo verso la corona alpina dell'Argentera e del Matto, mentre più avanti nella notte l'orizzonte celeste verso Sud sarà un vero spettacolo fantasmagorico d'altura. D'altura, perché -già sappiamo- quando arriva l'anticiclone azzorriano, più secco e fresco di quello africano, la montagna ne gioisce per quel che riguarda il suo palcoscenico notturno, ricco di stelle, ma molto meno per quel che concerne invece la neve che risente nelle ore meridiane delle inversioni termiche che segnano l'arrivo delle Azzorre. Insomma, nei prossimi giorni da Capodanno fino alla Befana ed oltre, farà più caldo sugli assolati altipiani di Cuneo e di Mondovì, sulle evocative sponde vallive del Tanaro alto che non sulle pianure (dagli umori di ex-paludi o di risorgive) che sono gran parte delle nostre piane nord-orientali o delle forre più profonde delle Langhe. E allora vedremo raggiungere i 14-15 gradi di massima a Cuneo e a Mondovì alta e ancora più sulle piste degli sci tra giovedì e venerdì. Ci sarà invece un'avvezione fredda da Est e da Nord prima e dopo la Befana. A cominciare dalla notte tra sabato e domenica quando qualche fiocco potrebbe raggiungere le colline o le basse valli grazie all'arrivo di nuvole dalle Alpi e all'abbassarsi della quota dello zero termico fino a 800-900 metri. Una pausa serena tra domenica e lunedì 6, poi nuovi geli e nuvole fino a martedì 7.

romano.fulvio@libero.it

 

IL FONDO
“Che bella Mondovì piena di gente per le mongolfiere: ha volato alto, sulla scopa di una Befana che ha portato, nella calza, turisti e...